mercoledì, 16 aprile 2008 | in : poesie
Venne in cerca di te
nella calda notte, lungo le strade dai fanali azzurri.
Tutte le strade, allora, la notte erano azzurre
come le vie dei cieli,
e il volto amato
non si vedeva: si sentiva in cuore
E ti trovò, o dolcezza, nell'ombra
casta, velata d'un vapor di stelle.
Fra quel tremolìo d'astri
discesi in terra,
in quell'azzurro di due firmamenti
l'uno a specchio dell'altro, ella
ella pure rispecchiò in te l'anima sua notturna.
E ti seguì con passo di bambina
senza sapere, senza vedere, tacita e fluida.
E allor che il giorno apparve
con fresco riso roseo su l'immenso turchino,
non trovò più se stessa
per ritornare.

ADA NEGRI

Ada Negri
factum @ 11:18 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
venerdì, 11 aprile 2008 | in : poesie
Quand'è l'ultima volta che ti sei stupito?

l'ultima volta che hai sgranato gli occhi?

"Ho visto l'albero fiorito...

Ho visto l'uomo più uomo..."

Quand'è che...

nell'ora

nell'adesso

con il senno di ieri

l'ultima volta che stupito

fissavi

oltre il tuo volto

oltre il tuo silenzio

Quand'è?

Gonsalves
factum @ 08:55 | commenti (13)(popup) | commenti (13)
venerdì, 21 marzo 2008 | in : poesie
Cristo

...

E poichè ai piedi del tuo corpo aperto e consegnato -
c'era tua madre e Giovanni
io, Pietro, andrò avanti negli anni
portando con me la madre e l'amico
come tuo corpo nel mio corpo.

E poichè non ho parole per piangere
la tua morte Gesù
resto nel buio che è sceso
nel grande silezio sul Golgota
disteso.

E se mi volto ancora a guardarti
immobile contro il cielo, e
se mi volto ancora, Gesù
mentre ce ne andiamo
è perchè lo sai, lo sai
che ti amo.


Davide Rondoni
factum @ 21:15 | commenti (12)(popup) | commenti (12)
lunedì, 18 febbraio 2008 | in : poesie
Un cadavere.
L’occhio
Morto
Vitreo.
Una figura
Vi si riflette
Come in una foto.

Altro
Occhio
Vivo
Accenni di colore,
Vibrazioni;
Vibrante quella figura,
Vibrante in quell’occhio.
L’occhio raccoglie e ospita
Percosso.

Il non voler vedere
non vede.

(LG - liberamente tratto)

occhio dinosauro
factum @ 11:14 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
lunedì, 15 ottobre 2007 | in : poesie, bello
Ho letto un articolo su Jack Kerouac, lo scrittore di "On the Road", un libro che ha fatto epoca, e ho scoperto un Kerouac diverso, che si autodefiniva: «non un “beat” ma uno strano solitario pazzo mistico cattolico (a strange solitary crazy Catholic mystic)».
Uno scrittore carnale, con una grande forza espositiva.

La prima è una preghiera dello scrittore ventiseienne (1948), la seconda, definita un «salmo» è di pochi anni dopo (1950).

Kerouac



«Dio, devo vedere il tuo volto questa mattina,

il Tuo Volto attraverso i vetri polverosi della finestra,

fra il vapore e il furore;
devo sentire la tua voce sopra il clangore della metropoli.

Sono stanco, Dio.

Non riesco a scorgere il tuo volto in questa storia»













«Grazie, Signore, Dio degli Eserciti,
Angelo dell’universo,

Re della Luce
e Creatore delle Tenebre per le Tue vie,
le quali, se non fossero percorse,
trasformerebbero gli uomini in ottusi danzatori di carne senza dolore,
menti senza anima,
dita senza nervi e piedi senza polvere».

«Mantieni la mia carne nella Tua eternità»

factum @ 13:38 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
lunedì, 17 settembre 2007 | in : poesie, miracoli, bello

E' andata bene la festa!

Ho iniziato a scrivere questo post diverse volte, volevo citare i numeri, la contentezza di chi ha partecipato, la fatica di chi ci ha  lavorato, lo stupore di chi ci ha visto.

Ma tutte queste cose non rendevano, la cosa che ci è successa è tra di noi, non che siamo stati bravi, anche, ma come ci si guardava: come un bene presente, il bene che ci teneva insieme.

Ma forse il commento più bello è stato quello di Enrico, dopo che era stato risolto l'ultimo grande imprevisto: "La Madonna ci ha proprio dato una mano, non poteva non farlo, è la sua festa".

Poi a sera, finito tutto, smontaggio compreso, e si era tutti a casa, un grandissimo temporale ha dato una mano a Torino a pulire le strade, certo se il temporale fosse arrivato prima avrebbe rovinato tutto, ma non è successo... e io pensavo ad Enrico "è la sua festa..."

Festa Sampe

Come sarebbe bello che fosse festa tutti i giorni, Ladyluna ha scritto questa poesia in un commento, la festa come quotidianità, al mattino quando si decide delle cose...

un largo di campane nell'oro del mattino...
è festa!!!
un palpito di ali nell'aria profumata
dal buio della notte
l'alba s'è rallegrata
e si rallegri col Signore ogni mattino
a festa , con amore!

factum @ 21:13 | commenti (12)(popup) | commenti (12)
lunedì, 10 settembre 2007 | in : poesie

Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.
Egli apparve all' improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all' improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.

La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.

Non era una melodia,
e neppure una non melodia.

In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.

Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.

La sposa felice capì
d' essere malmaritata,
L' appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,
la fanciulla e il ragazzo furono felici
d' aver solo sognato,
cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.

In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell' anima gemella,
quella parte che ci completa,
l' ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.

Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.

Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.

Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.

Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell'ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,
improvvisamente ciascuno ricorda -
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere -
la melodia del violinista pazzo.

Fernando Pessoa

Violinista
factum @ 10:08 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
venerdì, 06 luglio 2007 | in : poesie, miracoli
Kaisa 2 aspetterà un attimo, tanto non scappa...

Gli ultimi anni della vita di Carles Peguy,  sono stati segnati da  pellegrinaggi a Santuari Mariani, pregava per ringaziare la Madonna che l'ha accompagnato con grazie semplici:

«Ecco il luogo del mondo dove tutto diviene facile,
Il rimpianto, la partenza e anche l’avvenimento,
E l’addio temporaneo e la separazione,
Il solo angolo della terra ove tutto si fa docile […].
Ciò che dappertutto altrove è un’aspra lotta
E una lama da macello tesa alla gola,
Ciò che dappertutto altrove è la potatura e l’innesto
Qui non è che il fiore e il frutto del pesco […].
Ciò che dappertutto altrove è la noiosa abitudine
Seduta accanto al fuoco, le mani sotto il mento,
Ciò che dappertutto altrove è solitudine
Qui non è che un vivace e forte germoglio […]».

«Ce ne han dette tante,
Regina degli apostoli,
Abbiamo perso il gusto dei discorsi
Non abbiamo più altari se non i vostri.
Non sappiamo nient’altro che una preghiera semplice»

«Non domandiamo niente,
rifugio del peccatore,
se non l’ultimo posto nel vostro purgatorio,
per piangere a lungo sulla nostra povera storia,
e contemplare da lontano il vostro giovane splendore».


La dedico a tutti i matrimoni che sembrano non avere questo luogo.

Dali
factum @ 09:46 | commenti (11)(popup) | commenti (11)

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