mercoledì, 30 aprile 2008 | in : opposti
"La mia libertà finisce dove comincia la tua"
o nella versione corretta, più realistica
"La mia libertà inizia dove comincia la tua"


Libertà Snoopy

"Mentre, per capire le parole che riguardano la nostra vita, cosa bisogna fare?
Per esempio la parola giustizia, la parola amore,
la parola felicità, la parola vita, la parola libertà ...
per capire che cosa è la libertà cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo partire dall'esperienza facendo la quale uno si sente libero.
C'è una certa esperienza in cui uno si sente libero,
e una in cui si sente non libero.
Quando uno si sente libero?
Quando ha soddisfatto un desiderio."
L: Giussani

Insieme siamo liberi?
factum @ 09:51 | commenti (28)(popup) | commenti (28)
sabato, 29 dicembre 2007 | in : incontri, opposti

Un confine è un punto di termine, qualcosa finisce, e al di là ce ne è un altra, che non sempre si conosce.
Può essere un confine di spazio: una strada, una riva, uno stato, una spiaggia con il mare a rappresentare l'infinito, il mistero.
Puo essere un confine di tempo: la sera che arriva, un anno nuovo, un bimbo che nasce che ti acccompagna nel futuro.
Due pennelate di canzoni cantano il confine, di qua il passato, di la il mare, e l'uomo in mezzo tra il passato e il Mistero.

Radici

La casa sul confine della sera
oscura e silenziosa se ne sta,
respiri un'aria limpida e leggera
e senti voci forse di altra età,
e senti voci forse di altra età...

Confine

Confine

L’uomo fermo davanti al mare aveva occhi di bambino,
ma la faccia segnata dal tempo raccontava il suo cammino.
Era già sera quando i marinai
ritornano col cuore nelle case,
era già sera e cercava un segno:
una vela all’orizzonte che non c’era.

factum @ 11:15 | commenti (22)(popup) | commenti (22)
mercoledì, 19 dicembre 2007 | in : meditazioni, opposti
Vedete è la stessa fermata.
Non c'è più, neanche in consolle.
E' stato pulito con tanto di data.
Come i Babbo Natali dei balconi che dicono che arrivano i regali, che è festa,
una festa ripulita con tanto di data.

Telefoto015_smallMa d'altronde anche 20 secoli fa è andata così,
e la gioia non ci manca, tanti l'hanno sperimentata,
e il bambino si fa incontrare ancora.
factum @ 12:38 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
giovedì, 29 novembre 2007 | in : bello, opposti
L'ho presa sul serio, così come molte altre cose che non valgono la pena essere prese sul serio, così come molte altre invece lascio scorrere senza soffermarmi.
"Scrivi le cose belle" mi hai detto provocando, e io ci provo, non è facile, perché quello che rimane in mente è quello che da fastidio e ti fa fare fatica, le cose belle lasciano un segno lungo, che viene fuori magari, quando meno te lo aspetti.
E' come coltivare la terra, la dissodi, ari, aspetti il gelo che faccia il suo, semini, irrighi e poi nasce un germoglio che va curato, e ancora altra fatica prima di vedere il risultato, la pianta cresce da sola, devi solo aiutarla, curarla, preparare il terreno, difenderla dagli attacchi.
E' un attimo, può arrivare il temporale, la grandine, la malattia e tutto finisce.
"Scrivi le cose belle" ed è come relegarle in un posto in cui non ci sono più.
Forse non è così, le cose belle restano e non si tolgono facilmente...

(continua ma non qui...)


geographer

“Nessuna fuga dal tempo porta via con sé quello che io vivo.
Quello che io vivo entra con me nella Presenza di Colui che mi ama:
nulla è perduto, ma in Lui tutto si raccoglie.
Non esiste la morte se  veramente esiste l’Amore
(Don Divo Barsotti)
factum @ 23:13 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
mercoledì, 07 novembre 2007 | in : meditazioni, opposti
Uno qualche volta ne ha sentito il fiato e se lo ricorda, magari come un sogno di adolescente.
Mi ricordo di alcune cose che scrivevo allora, e che, solo qualche anno dopo, davano fastidio a rileggerle, come se uno non volesse più fare i conti con quel desiderio che si esprimeva in un appunto o in una poesia.
Si cresce, e quel desiderio diventa un ricordo, non ne rimane a volte che un filo.
Ho visto più di una persona che da adulto, quando lo ricordava, si commuoveva.
Una cosa persa, bella, irraggiungibile a cui sei irrimediabilmente comunque affezionato.
Spesso non ne rimane che un filo, spesso questo filo lo vuoi tagliare, perché potrebbe portarti dove non vuoi, dove hai paura di perdere quello che sei.
Ma tu sei quel filo di desiderio, se lo tagli tagli te stesso, se lo tagli si inizia a sentire la morte che arriva, l'odore del cadavere.
E il fiato che senti è presenza di qualcosa d'altro, che ti soffia addosso, che impedisce di assopirsi in se stessi.

Bietolina



"Ora, dove sta il problema?
Il problema sta nel fatto che questo filo di desiderio non è vissuto.
È come trovare nel proprio terreno un filo di pianta,
un fiore, e non incrementarlo, non curarlo.
Un individuo, un giardiniere o un agricoltore
che metta giù il seme di questa pianta
che poi non la curi è un incosciente,
un irresponsabile, cioè  un immorale.
Il problema nostro è proprio questa parola: l'immoralità."
L.Giussani
factum @ 13:59 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
lunedì, 29 ottobre 2007 | in : segnalazioni, opposti
Anche quest'anno sono iniziati gli incontri con i cavalieri, il gruppo dei ragazzi delle medie inferiori che seguo con altri. In uno degli ultimi incontri dell'anno scorso è intervenuto il sulfureo Berlicche (qui la cronaca), rileggendo il post e i commenti ripropongo quello di una ragazza.

"ciao, sono una di quei ragazzi che sabato hai incontrato.Ci tenevo a ringraziarti per la tua disponibilità, sabato mi hai "messo davanti" al concreto della nosrta vita.Ci hai detto che ogni volta che approfondisci un argomento con qualcuno ti accorgi che ciò che dice la Chiesa è vero, che nn vai incontro a qualcosa che nn esiste, che nn sprechi le tue giornate per  dire fesserie, ma ogni giorni vivi la tua vita con fede, perchè ciò in cui credi è reale.La nostra vita è reale.Queste parole  per me hanno contato molto, perchè vuol dire che nn spreco la mia vita, i miei giorni e le mie ore per inseguire qualcosa che nn esiste;malgrado gli insulti continuo a credere.Io e tantissimi ragazzi con qui ho parlato al termine del nostro incontro siamo rimasti profondamente colpiti dalle tue parole, nn è scontata la tua disponibilità.
Penso di poterti dire un grazie da parte di tutti i cavalieri."


Durer

"Noi quasi, come abbiamo già notato, avremmo la tentazione,
come Nicodemo, di obiettare: «Sarà mai possibile?»;
ma la replica non muta: «Vieni e vedi», cioè: «Seguimi e vedrai». ...
È una reale «verifica» da compiere.
Chi non passa attraverso questa verifica
o rimarrà cristiano senza dir nulla di nuovo,
oppure se ne andrà via." L.Giussani
factum @ 09:22 | commenti (17)(popup) | commenti (17)
martedì, 23 ottobre 2007 | in : opposti, aaargh
"..Ovvero le due gravi malattie di cui soffre il cattolicesimo attuale:
la riduzione secolarista – un’etica civile un po’ più esigente delle altre –
e la riduzione religiosa – una particolare ‘tecnica’ di preghiera,
meditazione, lettura di testi sacri”.



pistola



Pavese ha scritto:
"da uno che non condivide il mio destino
non accetto neanche una sigaretta!"

 
factum @ 15:03 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
mercoledì, 03 ottobre 2007 | in : meditazioni, opposti
Ieri abbiamo parlato con dei ragazzi che entrano
nella scuola superiore, tra le altre cose è
venuta fuori la parola destino.

- Per me il destino non esiste
- Al destino non ci credo

Sono due osservazioni dei ragazzi, gli si è
invitati a verificarle insieme, seriamente,
l'importante è non far cadere la domanda.

destino
Il destino entra anche in questa lettera pubblicata su Tempi di questa settimana.
Come tante amiche - per dirle come il popolo sia più avanti
della dittatura dello scaffale - quest'estate ho riletto Oriana Fallaci.
A pagina 137 di Un uomo trovo:
«L'amara scoperta che Dio non esiste ha ucciso la parola destino.
Ma negare il destino è arroganza,
affermare che noi siamo gli unici artefici della nostra esistenza è follia:
se neghi il destino, la vita diventa una serie di occasioni perdute,
un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere,
un rimorso di ciò che non si è fatto e avremmo potuto fare,
e si spreca il presente rendendolo un'altra occasione perduta».

Altrove, a pagina 159, trovo:
«Eppure era uno dei luoghi più belli che avessi mai visto,
soprattutto a osservare il promontorio
che calava per allungarsi nell'acqua
con una lingua di terra armoniosa,
piccole baie intrise di fosforescenza,
spiaggette di sabbia candida incontaminata,
veniva una specie di struggimento.
Quasi un bisogno di buttarsi in ginocchio e ringraziare DIO d'essere vivi».
Cristina Varenna Giussano (Mi)
factum @ 10:50 | commenti (8)(popup) | commenti (8)

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