sabato, 05 aprile 2008 | in : musica, meditazioni
C'è una cosa peggiore che venga fatto male a mio figlio

E' che mio figlio faccia il male




 



E un po' forte, vi ho avvertiti

factum @ 00:38 | commenti (11)(popup) | commenti (11)
domenica, 16 marzo 2008 | in : musica

Un po' vecchiotti, ma di attualità purtroppo...

 

 

 

Nato nel paese vietato,
sperduto sulle pendici di un monte.
dicono sia un dio rincarnato.
Nel mistero del gran monastero,
i lama preparano il viaggio.
vanno a cercare il futuro gran signore.

Secondo il vaticinio di un oracolo speciale
in mezzo alle montagne
un bambino si trovò.
La saggia memoria gli fece ricordar
quale fu il rosario, la campana
ed anche l'emissario.

Ay Dalai Lama Dalai Lama Dalai
Ay Dalai lama Ay Dalai Dalai
Ay Dalai.

Presto il cielo diventò un vespaio
e volava un sciame giallo verso terra
nel timore che precede l'invasione.
Come foglie mille stelle rosse
scesero sulla valle di lhasa
per liberar la folla della religione.

In nome del progresso e della rivoluzione,
bruciaron tradizioni e calpestarono l'onore

il re delle montagne dovette scappar,
comme un mendicante
l'anima avvolta fra gli stracci.

Ay Dalai ...

Mancando il petrolio nel mare amici non trovò,
così la sua barchetta via via naufragò.
Nobel en la guerra
Nobel della paz.

Ay Dalai ...

Aggiornamento:

Da Graziella, nel suo nuovo blog:

       Non posso non ricordare a voi tutti, in questa celebrazione che inizia il nostro cammino dietro il Signore la passione che sta vivendo un popolo a noi carissimo. Il popolo del Tibet al quale noi siamo legati di singolari vincoli di amicizia per la grande testimonianza data quattro secoli fa da uno dei più illustri cittadini di Pennabilli, Francesco Orazio Olivieri della Penna, che è stato missionario cappuccino e ha creato una piccola e vivace comunità cattolica che solo l’invasione comunista ha irreversibilmente distrutto. Il Dalai Lama mi ha confidato più volte che due posti ha nel cuore in Italia: la Sede di Pietro e la Chiesa di Pennabilli. Noi vorremmo poter sostenere questo cammino terribile a cui viene sottoposto un popolo straordinariamente colto e pacifico, sottoposto da decenni ad una dominazione da una potenza che non aveva nessun diritto di occupare il Tibet e che lo occupa e lo impoverisce in dispregio delle norme del diritto internazionale. Noi ci auguriamo, anche se non abbiamo tanta speranza, data la povertà delle classi politiche in occidente, che le Olimpiadi  di Pechino vengano boicottate dai popoli civili. Le Olimpiadi di Pechino grondano sangue e non sole del sangue dei monaci e dei civili tibetani che sono stati  uccisi in queste ultime 48 ore e che sono infinitamente più vaste di quelle che l’ipocrisia del regime di Pechino dice; ma grondano del sangue di migliaia e migliaia di operai che hanno costruito, in situazioni di assoluta insicurezza, queste enormi costruzioni che debbono gridare al mondo il dominio del capitale comunista; delle migliaia e migliaia di cittadini espulsi dalle loro case abbattute per creare stadi, alberghi ecc. e che hanno trovato la morte di fame e di stenti nella periferia di Pechino. Voi non sapete queste cose perché leggete soltanto quotidiani laicisti che si guardano bene dal dire queste cose. Se aveste letto, qualche volta, il quotidiano cattolico vi avreste incontrato quelle straordinarie testimonianze del più intelligente sinologo che abbiamo in Italia, Padre Bernardo Cervellera che documenta, puntualmente, di questa cosa abominevole che è questo regime che unisce tecnologia e barbarie. I cinesi sono dei barbari tecnocrati; e noi per soldi vendiamo l’anima della nostra civiltà. La seconda cosa è che ogni sacrificio umano, soprattutto ogni sacrificio cristiano, si inserisce nella passione, nella morte e nella resurrezione del Signore e non posso non ricordare che 30 anni fa, in queste ore, iniziava il suo faticoso martirio un grande cristiano italiano, Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse. A me non interessano tutte le disquisizioni di carattere politico, giornalistico, giudiziario, interessa ricordare in lui una limpida figura di un uomo che ha testimoniato Cristo anche nei momenti orribili della sua carcerazione; egli che proprio perché cristiano ricevette due straordinarie attestazioni da parte della Chiesa: -la lettera che Papa Paolo VI ebbe l’umiltà e l’ardire di scrivere in ginocchio a quel branco di ideologizzati delinquenti che erano le Brigate Rosse  allora, perchè liberassero quest’uomo, diceva lui, buono, mite, testimone della verità e della giustizia;

-e, ancora, un privilegio che nessun laico cristiano in tutta la storia della Chiesa ha mai potuto ottenere,  la celebrazione dei suoi funerali da parte del capo dell’intera cristianità. Noi lo evochiamo, Aldo Moro, in questo cammino della nostra identificazione nel Signore, che muore e che risorge. E siccome siamo molto preoccupati della situazione assolutamente difficile che vive socialmente e politicamente il nostro paese, ameremmo invocarlo come particolare intercessore della grazia del Signore su questo difficile cammino che il popolo italiano deve percorrere in questa nuova, consultazione elettorale che ci auguriamo non sia inutile come le precedenti.


Pennabilli, Cattedrale, 16 Marzo 2008

factum @ 16:19 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 05 marzo 2008 | in : musica
Venticinque anni tra una e l'altra, una fa il verso all'altra, ma entrambe esprimono il loro tempo. Quella di Tricarico ha una speranza data dall'incontro con l'amore, e dal non "dovrei" come fuga dal moralismo. L'altra sente un desiderio grande e lo grida addosso a tutti, a discapito delle sicurezze.

Delle due, una. La uno (tranquilla) o la due (spericolata)?

Vita tranquilla

Francesco Tricarico
(2008)

Ho sempre pensato
Quando avrò questo sarò saziato
Ma poi avevo questo…ed era lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò il mare e sarò bagnato
Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla
Che cos’è… che io aspetto…

Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando sono nato
Che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando sono nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei

Ho sempre pensato
Quando avrò il cielo sarò stellato
Divenni una stella… ma ero lo stesso
Sempre lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò lei e sarò rinato
Lei ho trovato… qualcosa è cambiato
Qualcosa è cambiato
L’ultima illusione non è svanita
Io libero per sempre

Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei

Vita Spericolata

Vasco Rossi
(1983)

Voglio una vita maleducata
di quelle vite fatte, fatte così
voglio una vita che se ne frega
che se ne frega di tutto sì
voglio una vita che non è mai tardi
di quelle che non dormono mai
voglio una vita di quelle che non si sa mai.

E poi ci troveremo come le stars
a bere del whisky al Roxy bar
o forse non c'incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
ognuno col suo viaggio
ognuno diverso
e ognuno in fondo perso
dentro i fatti suoi!

Voglio una vita spericolata
voglio una vita come quelle dei film
voglio una vita esagerata
voglio una vita come Steve Mc Queen
voglio una vita che non è mai tardi
di quelle che non dormi mai
voglio una vita, la voglio piena di guai!!!

E poi ci troveremo come le stars
a bere del whisky al Roxy bar
oppure non c'incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
ognuno col suo viaggio
ognuno diverso
e ognuno in fondo perso
dentro i fatti suoi!

Voglio una vita maleducata
di quelle vite fatte così
voglio una vita che se ne frega
che se ne frega di tutto sì!!!
Voglio una vita che non è mai tardi
di quelle che non dormi mai
voglio una vita 
vedrai che vita vedrai!!!

E poi ci troveremo come le star
...

factum @ 21:43 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
lunedì, 19 novembre 2007 | in : musica

Un post di AnnaV mi ha ricordato una canzone di un gruppo calabrese in cui c’è come citazione l’inizio del canto da lei proposto (Procurad’e e moderare) e in più ci sono anche alcune strofe in comasco di Davide, termino con una citazione di Chieffo.

Tre o quattro modi di vedere l’Imperatore.

L'IMPERATORE
(Il parto delle nuvole pesanti)

Sono io che muovo la terra
Sono io il sistema solare
Sono io la volta celeste
Sono io la luna ed il mare
Sono io la ragione del mondo
Sono io lo spazio ed il tempo
Sono io il bisogno del cielo
Sono io il corano e il vangelo

Sono io, sono io, sono io, sono io l'imperatore

 (*) Procurade e moderare barones sa tirannia

(**) Sur padrun damm la tua camisa,
prestum la corona, prestum la divisa
Sur padrun voeri vess el tò fredell,
radrizzà la turr de Pisa,
sturtà la tour Eiffel
Sur padrun dal tuo lato del guinzaglio,
anche se tira,
ci si sente molto meglio
Sur padrun ti diciamo basta,
però se puoi imprestaci la frusta

 (*): versi ripresi dalla tradizione sarda

(**): versi di Davide Van de Sfross
Imperatore

No non credere mai all’imperatore
anche se il suo nome è società,

anche se si chiama onore,
anche se il suo nome è popolo,

anche se si chiama amore.
 

No non credere alla scimmia e alla sua casualità,
tienti stretto alla mia mano, anche se non ci sarà.

 
factum @ 15:40 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
sabato, 13 ottobre 2007 | in : musica, bello
Cercasi traduzione :-)

Deus quer, o homem sonha, a obra nasce
Deus quis que a Terra fosse toda uma
Que o mar unisse, já não separasse
Sagrou-te e foste desvendando a espuma

E a orla branca foi
De ilha em continente
Clareou correndo até ao fim do mundo
E viu-se a terra inteira, de repente
Surgiu redonda do azul profundo

Quem te sagrou, criou-te português
Do mar e nós em ti nos deu sinal
Cumpriu-se o mar e o império se desfez
Senhor, falta cumprir-se Portugal

factum @ 20:44 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
lunedì, 01 ottobre 2007 | in : segnalazioni, musica
1 - Oggi sono arrivato in ufficio e mi hanno comunicato la morte di un mio collega, una cosa rapida è successo tutto in una settimana, vi chiedo una preghiera.

2 -  In alcuni post  ho usato un libro che adesso www.totustuus.net rende disponibile.
Libri scaricabili gratis, vite di santi, occorre registrarsi.
Marcel Raymond O.C.S.O. della Trappa di Nostra Signora del Getsemani, Kentucky (Stati Uniti).
Quindici donne di Citeaux
Santa Lutgarda, Santa Edvige, Ida di Nivelles, Ida di Lovanio, Ida di Léau ed altre.

Aggiornamento
Vi consiglio l'allegato all'Avvenire "I Luoghi del Sacro" di questo mese (Ottobre 2007) dedicato a venti secoli di musica cristiana, è proprio bello anche solo da guardare (per chi non ha molto tempo).

infinito
factum @ 09:35 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
lunedì, 24 settembre 2007 | in : musica, bello
E’ come cercare l’oro in mezzo al fango:
alla finale, immagino, del Grande Fratello spagnolo è capitato che una concorrente dalla voce dolcissima cantasse “Lela” una canzone che molti di noi conoscono, che racconta di una bellezza perduta, della nostalgia che rimane, l’atmosfera improvvisamente cambia, e davanti a questa cosa bella e imprevista, tutti si mettono in ascolto, e alla fine ringraziano per questo.
Il cuore è sempre acceso, attende sempre, e sa riconoscere.

Traduzione:
Stanno piangendo le nuvole
per un amore che finisce,
le strade si bagnano
per tutto il mio pianto.

Lela, Lela, Lelina che amo tanto,
voglio vedermi
riflesso nella luce dei tuoi occhi.
Non lasciarmi,
ma abbi compassione di me.
Senza te non posso,
non posso vivere.

factum @ 08:53 | commenti (21)(popup) | commenti (21)
giovedì, 20 settembre 2007 | in : musica, meditazioni, bello
Una canzone di Lucio Battisti, una sorta di preghiera laica,
c'è quell'attimo tra l'amore per chi soffre "Anche per te vorrei morire"
e la sua smentita pratica  "ed io morir non so".

La propria incapacità, il limite, il disimpegno, davanti a tutto, blocca, ferma.
In questi giorni anche a me bruciava questa incapacità,
ma sono sempre stato richiamato a starci davanti, richiamato dai miei amici.
Mi volevano lì.


Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé
che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te
che poi entri in chiesa e preghi piano
e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.
...
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho


Caffè

E secondo me è un' osservazione molto interessante, questa:
più che per la paura del sacrificio, più che la resistenza al sacrificio,
è la resistenza a qualcosa d'altro, che il sacrificio è condizione per mettere in luce.
È una resistenza a ciò che il sacrificio mette in luce non la resistenza al sacrificio;
e ciò che il sacrificio mette in luce è la verità, è la bellezza e la verità.
È una resistenza alla bellezza e alla verità.
Infatti, quando in un rapporto si sbaglia, è una resistenza alla bellezza,
tant'è vero che dopo ingombra, in qualche modo ingombra;
mentre la bellezza, dopo la fatica, diventa luminosa: lascia le cose più luminose.
È una resistenza alla verità.
Perché dopo il sacrificio la verità splende di più; cioè, è più vero!

L.Giussani "Affezione e dimora" p.66
factum @ 10:33 | commenti (9)(popup) | commenti (9)

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