E' che mio figlio faccia il male
E un po' forte, vi ho avvertiti
Un po' vecchiotti, ma di attualità purtroppo...
Nato nel paese vietato,
sperduto sulle pendici di un monte.
dicono sia un dio rincarnato.
Nel mistero del gran monastero,
i lama preparano il viaggio.
vanno a cercare il futuro gran signore.
Secondo il vaticinio di un oracolo speciale
in mezzo alle montagne
un bambino si trovò.
La saggia memoria gli fece ricordar
quale fu il rosario, la campana
ed anche l'emissario.
Ay Dalai Lama Dalai Lama Dalai
Ay Dalai lama Ay Dalai Dalai
Ay Dalai.
Presto il cielo diventò un vespaio
e volava un sciame giallo verso terra
nel timore che precede l'invasione.
Come foglie mille stelle rosse
scesero sulla valle di lhasa
per liberar la folla della religione.
In nome del progresso e della rivoluzione,
bruciaron tradizioni e calpestarono l'onore
il re delle montagne dovette scappar,
comme un mendicante
l'anima avvolta fra gli stracci.
Ay Dalai ...
Mancando il petrolio nel mare amici non trovò,
così la sua barchetta via via naufragò.
Nobel en la guerra
Nobel della paz.
Ay Dalai ...
Aggiornamento:
Da Graziella, nel suo nuovo blog:
Non posso non ricordare a voi tutti, in questa celebrazione che inizia il nostro cammino dietro il Signore la passione che sta vivendo un popolo a noi carissimo. Il popolo del Tibet al quale noi siamo legati di singolari vincoli di amicizia per la grande testimonianza data quattro secoli fa da uno dei più illustri cittadini di Pennabilli, Francesco Orazio Olivieri della Penna, che è stato missionario cappuccino e ha creato una piccola e vivace comunità cattolica che solo l’invasione comunista ha irreversibilmente distrutto. Il Dalai Lama mi ha confidato più volte che due posti ha nel cuore in Italia: la Sede di Pietro e la Chiesa di Pennabilli. Noi vorremmo poter sostenere questo cammino terribile a cui viene sottoposto un popolo straordinariamente colto e pacifico, sottoposto da decenni ad una dominazione da una potenza che non aveva nessun diritto di occupare il Tibet e che lo occupa e lo impoverisce in dispregio delle norme del diritto internazionale. Noi ci auguriamo, anche se non abbiamo tanta speranza, data la povertà delle classi politiche in occidente, che le Olimpiadi di Pechino vengano boicottate dai popoli civili. Le Olimpiadi di Pechino grondano sangue e non sole del sangue dei monaci e dei civili tibetani che sono stati uccisi in queste ultime 48 ore e che sono infinitamente più vaste di quelle che l’ipocrisia del regime di Pechino dice; ma grondano del sangue di migliaia e migliaia di operai che hanno costruito, in situazioni di assoluta insicurezza, queste enormi costruzioni che debbono gridare al mondo il dominio del capitale comunista; delle migliaia e migliaia di cittadini espulsi dalle loro case abbattute per creare stadi, alberghi ecc. e che hanno trovato la morte di fame e di stenti nella periferia di Pechino. Voi non sapete queste cose perché leggete soltanto quotidiani laicisti che si guardano bene dal dire queste cose. Se aveste letto, qualche volta, il quotidiano cattolico vi avreste incontrato quelle straordinarie testimonianze del più intelligente sinologo che abbiamo in Italia, Padre Bernardo Cervellera che documenta, puntualmente, di questa cosa abominevole che è questo regime che unisce tecnologia e barbarie. I cinesi sono dei barbari tecnocrati; e noi per soldi vendiamo l’anima della nostra civiltà. La seconda cosa è che ogni sacrificio umano, soprattutto ogni sacrificio cristiano, si inserisce nella passione, nella morte e nella resurrezione del Signore e non posso non ricordare che 30 anni fa, in queste ore, iniziava il suo faticoso martirio un grande cristiano italiano, Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse. A me non interessano tutte le disquisizioni di carattere politico, giornalistico, giudiziario, interessa ricordare in lui una limpida figura di un uomo che ha testimoniato Cristo anche nei momenti orribili della sua carcerazione; egli che proprio perché cristiano ricevette due straordinarie attestazioni da parte della Chiesa: -la lettera che Papa Paolo VI ebbe l’umiltà e l’ardire di scrivere in ginocchio a quel branco di ideologizzati delinquenti che erano le Brigate Rosse allora, perchè liberassero quest’uomo, diceva lui, buono, mite, testimone della verità e della giustizia;
-e, ancora, un privilegio che nessun laico cristiano in tutta la storia della Chiesa ha mai potuto ottenere, la celebrazione dei suoi funerali da parte del capo dell’intera cristianità. Noi lo evochiamo, Aldo Moro, in questo cammino della nostra identificazione nel Signore, che muore e che risorge. E siccome siamo molto preoccupati della situazione assolutamente difficile che vive socialmente e politicamente il nostro paese, ameremmo invocarlo come particolare intercessore della grazia del Signore su questo difficile cammino che il popolo italiano deve percorrere in questa nuova, consultazione elettorale che ci auguriamo non sia inutile come le precedenti.
Pennabilli, Cattedrale, 16 Marzo 2008
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Vita tranquilla Francesco Tricarico Ho sempre pensato Io… voglio una vita tranquilla |
Vita Spericolata Vasco Rossi Voglio una vita maleducata |
Un post di AnnaV mi ha ricordato una canzone di un gruppo calabrese in cui c’è come citazione l’inizio del canto da lei proposto (Procurad’e e moderare) e in più ci sono anche alcune strofe in comasco di Davide, termino con una citazione di Chieffo.
Tre o quattro modi di vedere l’Imperatore.
L'IMPERATORE
(Il parto delle nuvole pesanti)
Sono io che muovo la terra
Sono io il sistema solare
Sono io la volta celeste
Sono io la luna ed il mare
Sono io la ragione del mondo
Sono io lo spazio ed il tempo
Sono io il bisogno del cielo
Sono io il corano e il vangelo
(*) Procurade e moderare barones sa tirannia
(**) Sur padrun damm la tua camisa,
prestum la corona, prestum la divisa
Sur padrun voeri vess el tò fredell,
radrizzà la turr de Pisa,
sturtà la tour Eiffel
Sur padrun dal tuo lato del guinzaglio,
anche se tira,
ci si sente molto meglio
Sur padrun ti diciamo basta,
però se puoi imprestaci la frusta…
(*): versi ripresi dalla tradizione sarda

No non credere mai all’imperatore
anche se il suo nome è società,
anche se si chiama onore,
anche se il suo nome è popolo,
No non credere alla scimmia e alla sua casualità,
tienti stretto alla mia mano, anche se non ci sarà.

Traduzione:
Stanno piangendo le nuvole
per un amore che finisce,
le strade si bagnano
per tutto il mio pianto.
Lela, Lela, Lelina che amo tanto,
voglio vedermi
riflesso nella luce dei tuoi occhi.
Non lasciarmi,
ma abbi compassione di me.
Senza te non posso,
non posso vivere.
