lunedì, 23 giugno 2008 | in : incontri, grazie
Sono tornato dopo tre giorni in montagna con un po' di amici, vacanze vissute insieme. Insieme si iniziava la giornata con la colazione e la preghiera, insieme si facevano le attività anche le più libere, insieme alla fine ci siamo chiesti una verifica di come erano stati vissuti questi giorni.
Per me è stato un allargamento della vista, e noi possesori di occhiali lo conosciamo bene il fenomeno, quest'anno non ho portato con me dubbi e incertezze ma un po' di stanchezza e fatica accumulata, e fin dai primi momenti si è presentata questa senzazione: di aver vissuto come in una scatoletta in cui c'era si tutto ma l'orizzonte era piccolo.
Aiutato a guardare da fuori della scatoletta, molte cose, anche quelle dentro si vedevano meglio e con minor fatica, come mettendo un paio di occhiali. E la minor fatica era quella che altri facevano per te. Che strana compagnia questa, conoscendo le persone lo vedi, gente che grida il suo cambiamento con entusiasmo come Cuoredipizza, oppure chi sai che sta vivendo male ed è comunque lì a cercare questo Altro che lo può cambiare, e chi come me che nella sua fatica è stato salutato da più persone di quelle che ha salutato di sua iniziativa.

melezetQuesto l'ho scattato durante la visita al museo diocesano di Melezet.,
è sulla parte posteriore di un polittico, quella parte che non si vede normalmente.


«C’è bisogno di riscoprire che Gesù Cristo
non è una semplice convinzione privata o una dottrina astratta, ma una
persona reale il cui inserimento nella storia è capace di rinnovare la vita di tutti».
Benedetto XVI, Sacramentum Caritatis
factum @ 11:08 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
lunedì, 09 giugno 2008 | in : incontri, meditazioni
"Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì." Matteo 9,9.

e per settant'anni l'ha seguito quel prete di Brescia che a novantaquattro anni festeggiava l'anniversario dell'ordinazione, la voce è ancora robusta nella predica, sente un po' meno dicono, ma qualcosa al tempo occorre lasciare.  E con quella sua voce ha detto una cosa ai suoi parrocchiani e amici: "Vi chiedo, di aiutarmi ad andare in Paradiso". Non conosco il prete in questione, conosco uno dei suoi frutti, quello che ha detto la messa ieri, e che nella predica ha raccontato ai ragazzi del suo amico prete, che aveva quasi cinquant'anni di messa più di lui, e che domandava ancora. E che mentre lo guardava nelle mani e nelle sue rughe pensava "Vorrei arrivare così alla sua età".

paradiso


"Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori»."
Come mi ritrovo in questo brano! Così faccio mia la richiesta di quel prete, "Vi chiedo, di aiutarmi ad andare in Paradiso".
Come sarebbe diverso il mondo, se al posto di dubitare del Paradiso ci guardassimo con questa domanda!
factum @ 00:16 | commenti (27)(popup) | commenti (27)
domenica, 18 maggio 2008 | in : incontri
E' un po' il seguito del post precedente, sono degli amici del Brasile che hanno testimoniato cosa vuol dire conoscere Cristo attraverso l'incontro con una comunità cristiana, sono brani di appunti :

"Noi cinque anni fa non ce la facevamo più ad andare avanti perché ci concepivamo come se dovessimo essere noi a rispondere ai problemi della gente e avevamo un grande peso e una grande tristezza, poi abbiamo imparato che noi dobbiamo dire sì, e che il risultato non è nostro. Da questo abbiamo vissuto una grande libertà. ... Oggi siamo felici e siamo molto cambiati anche tra noi due. ... Ora abbiamo capito che siamo insieme non per un’opera ma per fare una strada, l'uno è stato regalato all’altro da Cristo. Ci siamo sposati in comune due anni fa (per  un precedente matrimonio, in via di annullamento) e ora, dopo l'’annullamento ci sposeremo in Chiesa, altrimenti come posso io dire alla mia gente di una serietà se io non ce l'ho? Se è in disordine la mia vita?
Se ho incontrato una cosa bella e vera devo portarla a chi mi segue. Voi non capite il tesoro che avete; noi lo capiamo bene perché abbiamo trovato ciò che abbiamo cercato in tutta la nostra vita. Se non ci fosse stato questo incontro probabilmente la nostra storia non ci sarebbe più ora. Il nostro debito con voi così è più grande del vostro con noi."

Sem terra

"Ho fatto la 4° elementare e non so analizzare i testi, sento una parola, una frase e basta. Una volta mi hanno chiesto di spiegare dove si trova Cristo nella vita, in quali cose e io non sapevo cosa dire, poi mi è venuto in mente che nel Vangelo si dice che Giovanni e Andrea si ricordavano il giorno e l'’ora dell’incontro con Gesù e allora ho detto: tutto ciò di cui voi vi ricordate il giorno e l'ora, lì sicuramente c’è Cristo.
 Qualcuno ha detto allora che si ricordava della sua adesione all’associazione, della nascita di suo figlio e così via. Io non potrò mai dimenticare il momento dell’incontro con voi.
Dobbiamo far sì che i nostri nipoti possano incontrare la grande esperienza che abbiamo incontrato noi."


Queste persone hanno aiutato e aiutano a vivere, a lavorare, a trovare casa
a circa 50.000 persone in Brasile.
factum @ 22:54 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
martedì, 18 marzo 2008 | in : incontri, bello, cavalieri

Concludendo, vi prego, in questi giorni, … facciamo che … sia dedicato come ringraziamento al Signore della misericordia di cui ci ha sempre investiti; e, in secondo luogo, che si apra di giorno in giorno, di ora in ora, la fiducia di fronte all’evidenza che Lui ci ha preferiti. Perché il concetto di preferenza - mi spiace per chi non è d’accordo - è vero: è reale una preferenza.

Pino per me, per esempio, è uno dei più grandi amici per qualcosa che è riferito allo scopo che la Chiesa si aspetta di ottenere.

Mi è venuta in mente un’applicazione particolare della preferenza. Il concetto di preferenza si identifica con il concetto di figlio. Il figlio è una preferenza: preferenza è un termine che “riconosce” immediatamente chi è Gesù. Perciò dobbiamo dirci tra noi come il Signore ci costringe a pensare che cosa sia, che cosa abbia fatto per il mondo, che cosa sia per il mondo la sua figura di Padre: attraverso un uomo che andava per le strade, che va per le strade - per le strade il volto di questo Figlio siamo noi -!

Noi siamo un po’ costretti dalle preferenze di Dio, siamo costretti a dare quel che non daremmo e a chiedere di aspettare quello che gli altri ci danno contrariamente al primitivo volere.

Luigi Giussani. Milano, 27 marzo 2004

Altalena

In viaggio
 
Il viaggio più assurdo del mondo(credo!). Divertimento assicurato e un pizzico di pazzia. Grandi amici, nuovi amici da incontrare e un’avventura alquanto strana e diversa e dall’alto Lui ci guarda e ci abbraccia perché secondo me e come se fossimo stati prescelti per incontrarci e fare questo viaggio verso nuovi orizzonti e compiere un passo importante della nostra vita.

Per questo viaggio i suoi elementi fondamentali ci sono già e man mano se ne aggiungeranno degli altri, per avere una “torta “ di sentimenti profondi.

Amica anonima 
factum @ 11:31 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
domenica, 09 marzo 2008 | in : segnalazioni, incontri
La Vita non è ricerca di esperienze, ma di se stessi. Scoperto
il proprio strato fondamentale ci si accorge che esso
combacia col proprio destino e si trova la pace.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere


stelle alghero
Foto di Danilo
factum @ 00:15 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
giovedì, 31 gennaio 2008 | in : incontri, testimoni

raccontava l'altra sera Don Francesco (Ciccio) Ventorino:

Giuliano.Ferrara ha firmato un editoriale dove ha parlato della nostra amicizia e ha confessato questo suo cruccio spirituale dice:
“Don Ciccio Ventorino, un prete di Catania che io amo - ogni volta che pranziamo insieme - prima della frutta cerca di convertirmi,” ed è vero, perché non parliamo di altro che della ragionevolezza della fede, “Solo che lo stesso Don Ciccio mi ha fatto capire che per cogliere la ragionevolezza della fede bisogna cadere in ginocchio, e io non sono capace di cadere in ginocchio” perché sono orgoglioso io, e sono orgoglioso perché ho ricevuto un educazione che mi ha strutturato così, e appunto perciò non riesco, perché non riesco a decidere di fidarmi, non riesco nemmeno ad arrivarci in fondo a quel processo razionale che mi porterebbe al giudizio che è ragionevole.

uomo elefante Ernst

.. la fede è l’atto di tutto l’uomo. C’è un lato di conoscenza che implica la totalità dell’io, è una questione sicuramente decisiva. Perché anche di fronte all’esperienza dell’eccezionale sarebbe ragionevole, ma di fatto può accadere che tu non riconosca questa ragionevolezza e non arrivi a fidarti, è in gioco la libertà dell’uomo…

factum @ 16:41 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
martedì, 22 gennaio 2008 | in : incontri, meditazioni
Alcuni appunti alla rinfusa di cose che sono rimaste impresse a margine dell'incontro di Bivigliano:

Il dono, diverse persone hanno pensato di portare dei regali da fare a qualcun altro dei partecipanti, magari solo delle immagini da far vedere, una musica da ascoltare, dei crostini (ottimi), un libro. In fondo non ci si conosceva di persona e il regalo qui ha avuto la stessa connotazione di quelli di Natale: è accaduta una cosa bella, e quando ti vedrò di persona ti dono qualcosa perchè tu oggi possa essere più contento. Pensare e portare un regalo è anche prepararsi all'incontro.

La diversità nell'unità, che a volte mi ha anche dato un po' fastidio, come nella recita delle lodi, le voci non erano una sola ma ognuno aveva in testa un suo modo di pregare, per contro la voglia che quest'incontro andasse nella migliore maniera è stato a tratti commuovente, la puntualità non continuamente richiamata, il guardarsi, l'aspettare i ritardatari, il cercarsi, e anche la disponibilità a non nascondersi.

Il passato, non c'era il passato tra noi, per cui quello che apesso ci appesantisce nei nostri rapporti quotidiani non era un problema, c'era sicuramente come modo di affrontare la realtà di ognuno, ma non era di obiezione: "Io sono Manara. E colui che amo mi dice: queste cose non sono mai state. Se ha rubato, se ha ucciso: che queste cose non siano mai state! Lui solo è".

La domanda, "Che cos'è la giustizia", la risposta "la giustizia è Cristo" un brivido, se c'è qualcuno in una posizione ideologica salta sulla sedia, nessuno l'ha fatto. La giustizia è Cristo: vero, ma non è una posizione comune, il mondo chiede di "fare" giustizia non di seguire la giustizia, e Cristo non si fa: si segue.

Sette santi

Ci siamo trovati sotto Monte Senario dove nacquero i servi di Maria, un cammino di amicizia.

È l’unico ordine religioso maschile nella storia della Chiesa che non ha tratto origine da un singolo fondatore ma da un gruppo di laici adulti: sette mercanti che, nella ricca Firenze della prima metà del Duecento, decidono di lasciare tutto e di vivere nella solitudine del vicino monte Senario, desiderosi di seguire il Signore sotto la protezione della santa Vergine.

Di questi sette uomini, racconta la Legenda, alcuni erano sposati, altri erano vedovi, altri ancora avevano già in cuor loro intenzione di consacrarsi a Dio nella verginità.

«Essi non si conoscevano tra loro, perché risiedevano in zone diverse della città. In seguito però, dapprima uno con l’altro e poi tutti e sette insieme, si trovarono uniti interiormente da una profonda amicizia, da “vincoli di amore” (Os 11, 4). Questa amicizia di carità li portava, con dolcezza e amore, a non poter tollerare di stare lontani gli uni dagli altri: la separazione perfino di un’ora sola era da loro sofferta con grande disagio. L’amicizia, che aveva già legato le loro anime perché gioissero insieme delle cose divine e umane, li ispirò anche ad abbandonare le cose terrene e a dimenticarle del tutto. Essa li aiutò a restare saldi in questo proposito fino a far sorgere in loro l’idea di vivere insieme, in una unità non solo spirituale ma anche concreta» (Legenda 29).
factum @ 09:56 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
sabato, 29 dicembre 2007 | in : incontri, opposti

Un confine è un punto di termine, qualcosa finisce, e al di là ce ne è un altra, che non sempre si conosce.
Può essere un confine di spazio: una strada, una riva, uno stato, una spiaggia con il mare a rappresentare l'infinito, il mistero.
Puo essere un confine di tempo: la sera che arriva, un anno nuovo, un bimbo che nasce che ti acccompagna nel futuro.
Due pennelate di canzoni cantano il confine, di qua il passato, di la il mare, e l'uomo in mezzo tra il passato e il Mistero.

Radici

La casa sul confine della sera
oscura e silenziosa se ne sta,
respiri un'aria limpida e leggera
e senti voci forse di altra età,
e senti voci forse di altra età...

Confine

Confine

L’uomo fermo davanti al mare aveva occhi di bambino,
ma la faccia segnata dal tempo raccontava il suo cammino.
Era già sera quando i marinai
ritornano col cuore nelle case,
era già sera e cercava un segno:
una vela all’orizzonte che non c’era.

factum @ 11:15 | commenti (22)(popup) | commenti (22)

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