lunedì, 26 novembre 2007 | in : aggiornamenti, grazie
Sabato ho partecipato alla colletta alimentare con i ragazzini delle scuole medie, un entusiasmo contagioso, il gesto era semplice e loro non si sono creati grossi problemi, davano il volantino e le buste sorridendo, facendo a gara tra loro, a gara a fare del bene, roba da non crederci!

colletta

Un uomo, mi ha dato due buste piene:
“Grazie”
“No, grazie a Voi, veramente grazie a Voi”
“Prenda, è il biglietto di ringraziamento”
“No, ripeto sono io a ringraziarvi per quello che fate”
E che cosa avrò fatto?
Ho passato tre ore al caldo con degli amici a dare dei biglietti di carta e a ritirare buste,
il lavoro vero inizia adesso.
Un altro dall'aspetto dimesso, dandomi una scatola di tonno:
“Speriamo vada a buon fine, sa di questi tempi …”
“Venga a vedere in parrocchia a chi li diamo questi aiuti, venga a conoscere qualcuno, poi anche tra i bisognosi magari incappiamo in chi si vende la pasta, ma come facciamo a distinguere. Si fa come si puo.”
“Non vorrei proprio che finisse male …”
“Lei il gesto buono l’ha fatto e questo non glielo toglierà nessuno, si impara così a volere bene”
“Grazie, però speriamo che finisca a qualcuno che ne ha bisogno.”
Quel signore non lo sa, ma la sua scatola di tonno, uscita dalla sua piccola borsa della spesa ha già iniziato a lavorare sul cuore di uno che ha bisogno, il mio!
factum @ 00:02 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
martedì, 16 gennaio 2007 | in : segnalazioni, aggiornamenti

Aggiornamento del post del  19/12/2006:

Alla lettera pubblicata dell'Associazione Hospitale è seguita il 20/12/2006 nella rubrica Posta/Risposta de La Stampa la replica di Lucia Annunziata, ne sono venuto in possesso solo ieri, è una risposta laica e rispettosa la segnalo volentieri:

"C'è molto bisogno di parole come le sue. Welby ha fatto una scelta politica perchè è un uomo con una testa politica, che ha - giustamente - fatto della sua malattia lo strumento estremo di una militanza. Appoggia con il suo gesto e il suo dolore una causa giusta: il diritto individuale a non essere tormentato dalla insostenibilità della scienza (perché, se di mezzo non ci fosse la scienza, Welby se ne sarebbe andato molto tempo fa).
Ma nello stesso capitolo c'è, come lei ricorda, anche chi convive fino in fondo con il proprio dolore. Accorciare la vita è una scelta estrema, molto più comune è dover vivere una vita ai limiti della sopportabilità.
Una vita che, come lei dice, rimane tuttavia vita. Con i suoi diritti, a partire da quelli di cure e solidarietà adeguate.
Vero: per queste vite sospese non si fanno veglie, ma - lo si vede da questo stesso scambio - il caso Welby ha alzato una cortina di insensibilità e ci sta facendo scoprire, e soprattutto discutere, quello che finora è stato un tabù. Tabù che, nella nostra società, non è la morte ma la malattia."

 

factum @ 08:11 | commenti (1)(popup) | commenti (1)

Heracleum blog & web tools


Questo blog e' un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto il materiale pubblicato su Internet e' di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul blog, non ha che da darne avviso agli autori del blog , e sara' immediatamente eliminato. Si sottolinea inoltre che cio' che e' pubblicato sul blog e' a scopo di approfondimento, di studio e comunque non di lucro.