martedì, 19 febbraio 2008 | in : bello

meriniPer caso ho letto di recente un libro di Alda Merini autobiografico, intenso, difficile, a tratti bello, che stupore poi nel leggere questa intervista.

DI LUCIA BELLASPIGA
Avvenire, 17 febbraio 2008

Bestemmie che lasciano senza parole. Così la poetessa Alda Merini, 'reclutata' insieme ad altre dieci 'donne autorevoli' come firmataria di una lettera pro aborto (titolo 'Il Papa oscurantista contro le donne e contro la scienza', in uscita nel prossimo numero di Micromega e già abbondantemente reclamizzata), prende radicalmente le distanze dal testo e, anzi, nega di averlo mai sottoscritto.

«Mi ha telefonato una voce femminile e mi ha chiesto se sarei stata d’accordo con un appello a favore delle donne e dei loro diritti fondamentali. Ho risposto che ovviamente i diritti vanno salvaguardati, ma non ho firmato alcunché e d’altra parte mai mi sognerei di annoverare l’aborto tra i diritti. Semmai posso arrivare ad accettare che sia una dolorosa necessità in casi davvero estremi, ma figuriamoci se Alda Merini, la cui biografia è tutto un inno alla maternità, chiede la pillola abortiva libera alla portata delle ragazzine... ».

Dunque nessun appello ai partiti del centro-sinistra?
Figuriamoci, se c’è una cosa che proprio non conosco è la politica!
Io non parlo di cose che non conosco... L’errore della politica è proprio questo, vuol parlare di cose che non sa e che non le competono, come la vita e la morte di un figlio.

La lettera parla di 'offensiva clericale contro le donne', di una 'vera e propria crociata bigotta'...
Non è un mistero che la Chiesa in passato è stata anche più che bigotta nei confronti delle donne, per secoli cacciate, esorcizzate, viste come demoni. Ma questi sono gli errori degli uomini, Cristo invece è andato loro incontro, le ha amate, una delle colpe che lo ha portato alla crocifissione è di aver parlato con le donne quando ancora era loro vietato toccare i testi sacri, di aver accolto le peccatrici dando scandalo ai farisei. Della Maddalena ha fatto la sua discepola diletta, la prima che lo vide risorgere. E, per tornare ai nostri giorni, Papa Wojtyla ha abbracciato le donne, ha chiesto loro perdono per gli errori del passato.

Quanto al diritto all’aborto?
Io non giudico una madre disperata che, di fronte all’ipotesi di mettere al mondo un figlio gravemente deforme, non si sente in grado di accettarlo. Non giudico perché posso capire la debolezza umana.
Ma il vero diritto di una donna è quello alla maternità: il figlio è il più grande atto d’amore e il suo mistero resta intatto. L’occasione che la madre dà al suo bambino è ogni volta un miracolo, ed è una bestemmia negare tutto questo in nome di un femminismo che è l’opposto dell’essere femmina, nel senso più alto del termine.

Lei ha avuto quattro figli...
Mi avevano detto che ero sterile, così ho fatto ogni genere di cura, a quei tempi non c’erano che trattamenti termali e poco altro... Fatto sta che grazie a Dio sono diventata madre. Eppure quando aspettavo mia figlia Barbara stavo malissimo, ero stata in manicomio, avevo subìto l’elettrochoc, tanto che un medico mi 'consigliò' di rinunciare alla gravidanza: rifiutai naturalmente l’aborto (clandestino) e lottai con i denti per la mia creatura.
Una vera madre di fronte alle difficoltà non rinuncia al figlio, combatte come una leonessa per lui.
Donne come la Dama Bianca e Mina per la maternità hanno sfidato il mondo, il giudizio della società, perfino il carcere, e i pregiudizi anche da parte della Chiesa, questo è vero, ma io penso che se non facciamo capo alla misericordia di Dio non abbiamo capito nulla.

La lettera chiede anche che ai bambini fin dalle elementari sia insegnata l’educazione sessuale.
Per carità, lasciamo ai bambini i loro sogni, lasciamo che crescano nello stupore. Sarà la vita a svegliarli anche troppo in fretta.

Qual è il suo contro-appello alle firmatarie della lettera, donne famose come Margherita Hack, Dacia Maraini, Fiorella Mannoia, Lidia Ravera?
La creazione del mondo si ripete ad ogni nascita, il bambino non si può annientare, nasce da un atto di poesia... Davide Maria Turoldo, quando prese in braccio la mia prima figlia Manuela, mi disse «è la tua poesia più bella». Queste donne se la prendono con la Chiesa, ma io dico che certi rigori invernali sono caduti o stanno cadendo, ora è primavera, tempo di mandorli in fiore. Della Chiesa si può rifiutare l’autoritarismo, non l’autorevolezza.

Morale?
Queste controversie su vita o morte di un figlio mi lasciano senza parole. Noi un tempo ci donavamo al nostro compagno con tutta la dedizione corpo-spirito e il bambino era una benedizione. Non so niente di pillola abortiva o del giorno dopo: non erano di moda... Le donne giovani che mettono in bocca all’anziano certe parole sbagliano, perché noi eravamo ben lontani da questo 'utilizzo' del bambino. Posso soltanto dire che dopo i dolori del parto subito dimenticavo quella crocifissione per gioire della vita nuova. Non sono in grado di dare altri giudizi e sono ben lontana dal fare politica o dall’essere femminista, solo vorrei che tra uomo e donna si stabilisse quell’intesa meravigliosa che si chiama amore, in cui il figlio rappresenta la chiave della verità.

factum @ 18:39 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
Commenti
#1    20 Febbraio 2008 - 11:09
 
E questo, tra altre cose, ci insegna:
a) che quello dei "manifessi" è un vizio "covarde" della sinistra, ormai radicato, che scatta pavlovianamente (contro Calabresi, contro Ferrara, contro il Papa, contro, contro, contro...)
b) ci insegna come vengono fatti
c) ci insegna cosa può fare la poesia e come renda le anime
d) al punto a) era un errore di battitura ma ce lo lascio perché mi piace.
Grazie Factum, questo post è bellissimo.
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#2    20 Febbraio 2008 - 18:35
 
Posto che "manifessi" ci sta tutto, l'errore di battitura è in "covarde" vero? Cosa voleva intendere quella parola? è una via di mezzo tra le parole "cova" e "arde"?

Ci sono passaggi di questa intervista che meriterebbero di essere citati a memoria.
Soprattutto quando dice che un figlio rappresenta la chiave della verità tra un uomo e una donna.

E' una frase di una semplicità terribilemente vera ed altrettanto forte.

Chapeau a Cabasilas prechè questa è davvero la dimostrazione di come la poesia riesce a cambiare a e rendere più ampie le pareti dell'anima, propria e altrui.
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#3    20 Febbraio 2008 - 18:57
 
a me? alla grandissima Alda Merini, icché c'entro io?
"covarde" è "vigliacco" in portoghese, mi è sfuggito, in questi giorni sono "lusoimmerso"...
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#4    20 Febbraio 2008 - 19:23
 
Non commento: questa intervista è bella così com'è!

Una riflessione solamente (fatta da un uomo ignorante in materia "femminile"): Traspare solamente il profilo di una donna veramente soddisfatta, realizzata.
Ma questo non insegna che che esiste un'altra via molto più adeguata?

Saludos
Uno Spit "colpito.

PS Come mai commentano solo uomini?
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#5    20 Febbraio 2008 - 20:43
 
Spit
Marta è donna!
Non fare il femminista.
La Merini soddisfatta non so, sicuramente ha due Cabasillas così (opps Bivigliana memoria).

Cab
La Merini ha soffetro molto ed è donna libera e se uno è libero l'evidenza gli è amica, non ha paura a proclamarla. E che le campagne di certi sinistri, pechè lì c'è anche gente che ragiona, sono fatte così è sotto gli occhi di tutti, vedi la petizione alla Sapienza (Wiki Ctrl+c).

La poesia è un discorso lungo, è viva, ma girando per i Blog si scrivono più poesie di quanto se ne è disposti a leggere. ;)

Marta
Chapeau a Cabasilas? Il post è il mio :(
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#6    21 Febbraio 2008 - 09:03
 
Zio fax millegrazie nel prossimo post linkerò questa intervista alla grande poetessa ribelle.
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#7    21 Febbraio 2008 - 09:07
 
Ah, l'avessi messa prima, ne copiavo i pezzi sui commenti al post "la folla" di Berlicche . . . lì volevo vedere cosa dicevano ancora quelli "pro ognuno faccia quello che vuole!"
Bellisisme leture fai . . . prendo nota e vado a cercare tutto il libro!
Grazie! Ciao, R
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#8    21 Febbraio 2008 - 10:17
 
Grazie.

:)
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#9    21 Febbraio 2008 - 11:20
 
A me hanno insegnato "leggi sempre bene prima di firmare", e adesso si può firmare anche per telefono... Mah!
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#10    21 Febbraio 2008 - 12:26
 
è vero zio fax hai ragione! Dovevo ringraziare anche te, ma ormai visto che i pezzi che pubblichi sono tutti straordinariamente belli, mi viene automatico pensare che per starti dietro devo imparare ad usarti come trampolino per andare oltre, per leggere tra le righe, per provare a imparare qualcosina in più per me, almeno fino a quando non riuscirò camminarti affianco....

Intanto anche io stampo e diffondo questo pezzo per la mia fraternità locale qui.
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#11    22 Febbraio 2008 - 08:15
 
insegna il vivere a non essere mai certi di nulla,e questo momento di confusione politica ci insegna che non si può stare ad ascoltare le sciocchezze che vengono propinate come verità.
Troppa strumentalizzazione e confusione anche sulla tragedia dell'aborto,parola che non vorrei nememno sentire pronunciare ,tanto è una fitta lancinante nel cuore.Se viene insegnato l'amore per qualsiasi forma di vita ,come hanno fatto i miei genitori con me , tutto inneggia ad essa, anche quando sembrebbe un utopia farlo.
Che Dio ci conceda di insegnare l'amore ai nostri figli e non ci saranno più confusioni
...a anche questa è una visione utopica, purtroppo

che ti sia lieto il giorno amico,a te e agli ospiti della tua casa
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#12    22 Febbraio 2008 - 10:15
 
Per carità, lasciamo ai bambini i loro sogni, lasciamo che crescano nello stupore. Sarà la vita a svegliarli anche troppo in fretta.
Grande Alda Merini! :-)))

Dovremmo ritornare anche noi adulti a stupirci e forse il mondo andrebbe assai meglio.
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#13    22 Febbraio 2008 - 10:23
 
Scoppiazzato . . . , ma non è colpa di quel tal diavoletto . . . mi ci sono ritrovata in queste parole!
Grazie del permesso che mi sono presa! . . . Posso copiare?
Ciao, R
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#14    23 Febbraio 2008 - 01:41
 
Aah mi pareva, eh! Io adoro la Merini! Non ci stava proprio un manifesto del genere in una come lei.
Il brutto è che l'ho vista sbattuta fra le altre "grandi firme", spesso, nei blog aggiro. E mò la gente che leggeva compiaciuta "Vedi! Pure la Merini!", che dirà?...
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