"Nella Torino con l’acqua alla gola, i posti di lavoro che vanno in fumo, le pensioni che non bastano mai e le nuove povertà che s’affacciano, c’è un ristoratore che a marzo dell’anno scorso - ben prima che la crisi esplodesse - s’era messo a regalare porzioni di bollito a chi non aveva di che campare. Per evitare che la legge si mettesse di traverso le vendeva al prezzo simbolico di un euro per due porzioni. E ogni sera dieci, quindici, anche venti persone - gente del quartiere e non solo, uomini e donne da 400 euro al mese di pensione - si mettevano in coda e ritiravano la loro parte.
Così per tredici mesi. «Finché un mattino, qualche giorno fa, è entrato un vigile. Mi ha detto che era arrivato un esposto scritto e avevano dovuto intervenire. E’ rimasto cinque minuti a compilare il verbale. Io lo guardavo negli occhi e capivo che non era colpa sua. Però è andata così».
E’ andata che l’hanno multato: 389 euro per aver esposto a pochi passi dal suo esercizio, sul marciapiede, una bacheca mobile per pubblicizzare non il ristorante, ma solo l’iniziativa: il «bollito misto solidale». E’ scritto proprio così, sul verbale: il signor Mario avrebbe agito «senza la prevista autorizzazione e senza aver corrisposto il relativo canone»." qui tutto

Sta accadendo non lo credevo possibile ma sta accadendo, la carità, quella cosa che rende l'uomo più uomo, che ti allarga l'orizzonte della vita, è diventata nemica, come qualosa che ti ostacola il passaggio, per cui va punita, distrutta.
Questo è uno dei casi, un po' surreale, un po' leggero, più pesanti invece le critiche alle suore Misericordine che seguivano Eluana: "La mia creatura (è scritto proprio così ndf) era vittima di violenza inaudita, anche se a toccarla erano le mani delle suore", oppure, altro caso, un ragazzo che ieri sera da Santoro diceva che non avrebbe dato un euro per l'emergenza del terremoto perchè nelle tasse che paga ci sono anche le risorse che lo Stato deve usare per casi simili, mi fermo qui ma potrei continuare.
Poi ci sono io che di questa carità ne ho bisogno, perchè non posso non solidarizzare con chi vedo nel bisogno, non per bravura, ma per lui, per me, per capire chi sono, per diminuire il confine tra l'io e il tu,
Poi davanti a quel ristorante ho sostato e ho letto con commozione quel cartello e pensavo a quelli che comunque dovevano sconfiggere il loro orgoglio per chiedere quel bollito, altri invece in quello stesso posto cercavano un modo per far tacere la carità.