lunedì, 30 marzo 2009 | in : aaargh
Questo pomeriggio affacciandosi al balcone mia figlia mi fa notare che è successo qualcosa nella casa di fronte.

cosè
factum @ 23:14 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
giovedì, 26 marzo 2009 | in : incontri, testimoni
Ieri in ufficio riunione, di quelle in cui si fa il punto della settimana, non di quelle straordinarie in cui si partecipa in vista di un obbiettivo immediato, si fa il punto per come proseguire. Sono le riunioni più difficli da gestire, mi preparo, solo il giorno prima ho avuto la conferma di tutti i parteciapanti, l'ordine del giorno è stato dato nella riunione precedente per cui tutti ne sono al corrente: la valutazione del proprio rendimento, del prorio obbiettivo, se siamo allineati con la "mission", se ci sono difficoltà soggettive e oggettive risontrate nel nostro lavoro della settimana. Valutazione e rischi intrapresi. Insomma robetta, c'è praticamente tutto! Inizio a prepararmi mentalmente già la sera prima, mentre moglie e figlia richiedono attenzione, la mia mente pensa ad un approccio semplice della questione, come esemplificare che l'intraprendenza del singolo venga armonizzata con l'obbiettivo comune? Sto pensando a un video per iniziare.
Un fenomeno strano è che più si avvicina il momento della riunione più aumenta la mia incertezza, penso che è già successo altre volte, e che tutte le volte è stata sconfitta dai fatti, mi tranquillizzo, poi iniziano ad arrivare le persone, qualcuno non è mai puntuale, si dovranno abbreviare i tempi, queste riunioni le facciamo prolungando l'orario di lavoro anche nel tempo della pausa pranzo per cui qualcuno si presenta munito di crackers, ci siamo quasi, si presenta anche un collega che riesce a partecipare solo al momento iniziale, ok. Si comincia.

riunione

Mi faccio il segno della croce e comincio:

C: L'angelo del Signore portò l'annuncio a Maria

T: e la Vergine concepì per opera dello Spirito Santo ...

Quale incertezza? Non avevo mai sentito pregare i miei colleghi così bene.
E la risposta viene come le altre volte, come un bel giorno...
factum @ 20:44 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
lunedì, 23 marzo 2009 | in : aaargh

Spesso si usano meccanismi insiti nell'uomo per altri scopi, qui viene simulata la dipendenza originaria, cioè l'ipotesi migliore: Vivere come se Dio esistesse.

E' simulata solo la presenza, e il cambiamento del comportamento, ma se quella presenza fosse anche amica l'ultimo sguardo sarebbe diverso, d'altra parte è solo pubblicità.





(Siamo più civilizzati quando sappiamo di essere guardati. Campagna per la libertà di stampa. Agenzia Saatchi & Saatchi Paris.)
factum @ 19:03 | commenti (13)(popup) | commenti (13)
venerdì, 20 marzo 2009 | in : poesie, incontri
Sto leggendo il libro "Liberi" di Giovanna Parravicini e mi ha colpito molto la persona di Sergej Averincev filologo, filosofo, teologo, traduttore, poeta, soprattutto uomo libero, in un paese e in un epoca in cui questo non era tollerato.
 
Riporto due piccoli passi del libro e una sua poesia, riguardo al primo passo mi sono venuti in mente gli amici di SamizdatOnLine molti dei quali non ho mai visto di persona ma con cui in rete si discute e ci si aiuta a giudicare la realtà, e a loro dedico il secondo passo.
La poesia è qui semplicemente perchè è bella e la vorrei per me.


"[...] Chi l'ha conosciuto se lo ricorda come una persona «fuori del mondo», timida e maldestra nelle faccende pratiche, così consapevole della densità dell'universo culturale e spirituale in cui è immerso l'uomo, così intensamente e drammaticamente intenta al dialogo sull'essenziale, da faticare, a volte, perfino a distinguere il volto del suo interlocutore. Natal'ja Trauberg, una radiosa vecchina che sembra un personaggio chestertoniano , ricordando gli anni della comune giovinezza ammette sorridendo che con lui era possibile parlare di amicizia nell'accezione di Lewis: «Si può essere amici anche senza conoscere niente l'uno dell'altro», cioè intrecciando un dialogo non astratto, assolutamente no!, ma basato sull'essenziale, da cuore a cuore."
 
 
"[...] ripete più volte che è solo il miracolo dell'Incarnazione a far sì che «nella parola umana possa essere contenuto l'incontenibile Verbo divino, così che la parola umana sia capax Dei, superando se stessa, oltrepassando i propri limiti, restando puramente umana ma trasformandosi anche in qualcosa di oltre»."
 
 Samizdat
 
 
Preghiera per l'ultima ora
 

Quando la Morte riderà di me
come colei che ride ultima e fiaccherà
le membra ad una ad una
Sia con me la Tua Forza
 
Quando il pensiero sprofonderà ottuso
quando la volontà si perderà
quando io più non saprò il mo nome 
Sia con me il Tuo Nome
 
Quando verrà la fine dei discorsi
e la lingua così loquace un tempo
s'impietrirà nell'afasia della tomba
Sia con me la Tua Parola
 
Quando passerà l'apparenza
che il veggente vedeva in piena luce
e la superbia del non essere
nuda apparirà
Colma di Te il mio vuoto.
factum @ 18:53 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 16 marzo 2009 | in : bello, buono

alleluja vino da messaE' durata solo un pomeriggio e una serata la mia visita a Golosaria  ma ne valeva la pena, e mi spiace per chi è rimasto a casa. Nonostante il titolo quello che mi ha mosso non è stato il menù o il cibo ma la voglia di partecipare ad un evento per ritrovare il gusto di stare insieme e di ritrovare quel qualcosa che ti fa dire "Eccolo, è qui". Si inizia come al solito, sbaglio strada, ma anche qui ne valeva la pena passo in una stradina con un bellissimo panorama sulle colline del Monferrato, e arrivo anche prima del previsto, ci aspettanoa Casa Brina, foresteria e centro culturale dell' Azienda Vitivinicola Bava di Cocconato d'Asti, dove rimango incantato dalla cantina, dalla serie di foto di Renzo Bava "Qui c'è Bellezza" che Moferrato si scopre!

Si comincia con una presentazione di tre libri, Cuori imperfetti, Il pane di Ieri di Enzo Bianchi, e Mendicanti di Bellezza dell'amico Fabio Cavallari (per non restare senza blogger) il racconto di Roberto Bava e la bocca aperta davanti al lavoro di Anna Rosa Nicola dell'atelier di restauro di Aramengo. Incredibile, le scoperte fatte sotto i quadri e l'abilità di oltre 50 persone che lavorano per far rivivere queste opere, date un occhiata qui e non fate skip intro.

Poi va bé, qualche assaggino di vini da messa, memorabile l'”Alleluja”, di formaggi, salumi, e altre amenità a cui per dovere...

Non trovo le cantine dove c'è l'assaggio di cioccolato e mi dirigo verso il castello di Montiglio sotto il quale la Principessa Valentina ha allestito la rievocazione di Anne d’Alençon, donna di relazioni quasi quanto un blogger, di lei conservano più di 4000 lettere.

Ma già si pregustava la disfida del Tortello, la cosa si è realizzata più tardi e qui sotto il vincitore secondo il mio modesto parere,il Tortello Amaro di Castel Goffredo MN, per il resto non vorrei annoiarvi.

 

Altro qui.


tortello amaro

L'erba amara che dà aroma e nome al piatto è l'Erba di S.Pietro (Crysanthemum balsamyta), un'ombrellifera che cresce spontanea nei campi.
(www.wineshopitalia.com).

Ingredienti: 2 kg. di erbette, 2 hg. di cipolle, 1 spicchio d'aglio, 20 gr. di salvia, 1 hg. di burro, 2 hg. di formaggio (grana), 50 gr. di pane grattuggiato, sale q.b., erbe amare q.b., 1 uovo, 1/2 noce moscata, Sfoglia.

Esecuzione:
Cuocere le erbette, strizzarle bene e macinarle nel passaverdure. Nel frattempo cuocere nel burro la cipolla tritata e l'aglio (integro del proprio involucro). A cottura ultimata togliere gli ingredienti, aggiungere quindi la salvia che dovrà rosolarsi bene affinché diventi croccante. Togliere anche la salvia, ed unire le erbette al condimento ottenuto da cipolle più aglio più salvia, cuocere e rosolare il tutto per dieci minuti. A fine cottura unire le erbe amare finemente tritate, lasciandole raffreddare per poi amalgamarle con uova, formaggio, pane grattuggiato, noce moscata, sale. Composto così il ripieno, bisognerà avvolgerlo nella classica sfoglia all'uovo. E' consigliabile la piegatura a triangolo con pinzatura al centro. Servire con una spolverata di parmigiano, un cucchiaio circa di burro fuso e salvia croccante.

Note: C'è anche un sito dedicato al tortello amaro, con una ricetta molto simile.
factum @ 22:35 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
sabato, 14 marzo 2009 | in : grazie
Un omaggio a Chiara, pensando all'affetto che ho verso i miei amici, Stefano, Fausto, Giacomo,  Giorgio e altri...
factum @ 10:20 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
mercoledì, 11 marzo 2009 | in : opposti, aaargh

Brasile: la bambina violentata e costretta ad abortire non è scomunicata


BRASILIA, mercoledì, 11 marzo 2009 (ZENIT.org).-
Il nuovo Arcivescovo di Rio de Janeiro, monsignor Orani João Tempesta,
sostiene che non è stata posta una domanda
nel caso della bambina brasiliana di Recife
stuprata dal patrigno 23enne
che è rimasta incinta di due gemelli
e ha abortito al quarto mese di gestazione:
“Perché siamo arrivati a questo?”. Leggi tutto

Vacanza in Brasile


Turismo sessuale, l`Italia è prima

La caccia è aperta.
Sono 80mila ogni anno i maschi italiani
che si recano in Brasile
per praticare sesso con i minori
Leggi tutto



Aggiornamento: interessante per chiarire la questione della bambina questo link.


factum @ 22:40 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
venerdì, 06 marzo 2009 | in : incontri, bello
Anch'io ho vissuto e sono nato in un paese, non erano lo stesso paese ma è bastato, una volta trasferito in città, per avere nostalgia della piazza, di quel luogo in cui tutti ci si ritrovava, almeno la domenica .


Lo scriveva Pavese ne La luna e i falò: “Un paese ci vuole, non fosse per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti"

Mondavio
Qui sono nato più o meno dove si vedono le persone passeggiare

Aggiungo un commento di Fabio Cavallari sul Blog BarBabietola, semplicemente bello!

Ora si chiamano paesi dormitorio, periferie urbane o suburbane ma sino ad una ventina d’anni fa, il paese era il Paese. Ancora oggi, se ci si addentra oltre la strada provinciale che collega i capoluoghi più importanti, si percepisce che esiste quasi un mondo parallelo fatto di vecchie leggende e appartenenza, invidia e gratitudine. La piazza come il centro di tutto. Incontri e litigi, amicizie e scorribande. Un cinema a cielo aperto. Chi ci ha vissuto, vive o ci nasce, lì ha scoperto il senso del limite. I confini da rispettare, quelli da sconfiggere, travalicare, distruggere. Il paese è quel brulicar di voci che entra dalle finestre dandoti del “tu”, è la strafottenza del dialetto che mette a disagio il forestiero. Il paese è il profumo del pane che porta il nome di un panettiere, sono i circoli con il campo da bocce dove le uniche donne che si vedono sono quelle dietro il bancone. Il paese è la risata dell’ubriaco che sa ritrovare la via di casa, l’anziano che porta sulle spalle il peso della guerra e il ricordo di una fratellanza. Il paese è il canto dei fedeli che provano il giorno prima della festa, sono i matti che camminano in mezzo alla strada perché i marciapiedi non esistono, ma nessuno li investe. Il paese era il litigio tra il comunista ed il democristiano per Berlinguer e Andreotti, e la loro opera comune per costruire l’asilo delle suore. Il paese era la banda del paese e le feste dell’Unità, dell’Amicizia, della Parrocchia. Il paese sono le voci delle madre che chiamano i figli per la cena, i rintocchi delle campane e le lacrime trattenute per un cordoglio improvviso. Il paese sono i vecchi che imbrogliano a carte e i ragazzini che si azzuffano lungo la strada, le uova che i vicini si donano, le sagre, la vendemmia, l’odore di mosto, i campi concimati, il taglialegna che torna dai boschi, il medico che passa di casa in casa, il prete che benedice, il sindaco che spala la neve. Il paese è la voglia scappare, il gusto della frutta rubata dagli alberi ed il grido di una donna che ha perso il marito. Il paese è il sapore della polenta sul camino, del latte appena munto, dei salami in palio all’Incanto. Il paese è l’anima che a volte si perde per strada, sono gli occhi umidi del ricordo. Il paese è l’inizio, la fine, l’unico luogo dove è possibile ricominciare. Il paese è il nome di tuo padre, la mano ferma di tua madre.
factum @ 18:50 | commenti (9)(popup) | commenti (9)

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