giovedì, 26 febbraio 2009 | in : segnalazioni, incontri

... Ciò che disorienta il mondo, e i suoi sapienti fìlosofi e immaginosi poeti pagani, intorno ai sacerdoti e al popolo della Chiesa cattolica, è che essi ancora si comportano come fossero messaggeri. Un messaggero non fantastica su quel che il messaggio possa essere, e non discute su quello che dovrebbe essere;egli lo consegna qual è. Non è una teoria o una fantasia, ma un fatto. È irrilevante, per questo nostro abbozzo intenzionalmente rudimentale, entrare in particolari per provare che è un fatto; basta rilevare che questi messaggi lo considerano come umanamente si considera un fatto.
Tutto quello che si condanna nella tradizione cattolica, - l'autorità, il dogmatismo e il rifiuto di ritrattare o modificare - non sono che i naturali attributi di un uomo che porta un messaggio relativo ad un fatto.
(Chesterton)


Don Camillo

Oggi, 38 anni fa, moriva dopo lunga malattia Fernandel, al secolo Fernand Contandin. L'immagine è un omaggio.

factum @ 11:27 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 23 febbraio 2009 | in : bello, aaargh
Come si fa a fare la festa a una persona che non vuole?
Facile, gli si fa organizzare una cena per una giusta causa, poi nel più bello arriva la torta!

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Comunque i risultati ci sono stati, abbiamo raccolto 620 Euro per il convento di Suor Gloria Riva,
qui sotto i risultati, ci siamo anche noi ....

Oltre 19.000 euro dalle CeneInCompagnia di Papillon


Suor Gloria, Paolo Massobrio, Silvana Rossi e Marco Gatti

Per il Monastero di Pietrarubbia fondato da Suor Gloria nella diocesi di San Marino e del Montefeltro, dove due amici di Papillon sono impegnati in un’opera missionaria in quelle terre. Si tratta di mons. Luigi Negri, vescovo di quella diocesi e fin dagli inizi iscritto al nostro Club di Papillon, che mirabilmente descrisse in un intervento al Meeting di Rimini del 2007, e suor Gloria Riva, che con noi condivide il gusto per l’arte e il bello e fra pochi mesi uscirà con il suo secondo libro (edizioni Paoline), scritto con Fabio Cavallari dal titolo Mendicanti di Bellezza.

Compagnia, dal punto di vista etimologico, significa “dividere il pane” (cum panis). E quindi condividere, nel suo atto di beneaugurare la vita all’altro, un bisogno. La cena (o il pranzo) si è svolta il 14 e il 15 febbraio, alla presenza di un gruppo di persone che hanno cucinato ognuno un piatto tratto dalle ricette del nostro libro Adesso. Alla fine della cena tutti i commensali hanno pagato come se fossero stati in trattoria, 20 euro cadauno. Ogni gruppo ha inviato (tramite bonifico bancario) la cifra raccolta e la documentazione del momento.

Club di Torino - Parrocchia San Pellegrino: 58 persone - 620,00 euro

factum @ 18:54 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
mercoledì, 18 febbraio 2009 | in : meditazioni

Non posso negare che la luce ci sia, non lo può negare neanche un cieco, se non altro perchè sa che gli manca. Non posso negare che la luce sia un bene, anche se mi fa vedere anche cose negative come persone ferite, malate, violente, la mia terra inquinata, un bimbo che piange dalla fame. Allora?

luce e oscurità

Sant'Anselmo d'Aosta (1033-1109), monaco, vescovo, dottore della Chiesa
Proslògion, c 16

« Non intendete e non capite ancora ? »

Davvero, o Signore, è luce inaccessibile quella in cui tu abiti. Io non la vedo, perché è troppa per me, e tuttavia tutto quello che vedo, lo vedo per mezzo di essa: come l'occhio infermo, ciò che vede lo vede per mezzo della luce del sole, e però non vede nel sole stesso. Il mio intelletto non può nulla rispetto ad essa. Splende troppo, non la comprende e l'occhio dell'anima mia non sopporta di guardare a lungo in essa. È abbagliato dallo splendore, è vinto dall'immensità, è confuso dalla grandezza. O luce somma e inaccessibile, o verità intera e beata, quanto sei lungi da me che ti sono tanto vicino! Quanto sei remota dal mio sguardo, mentre io sono così presente al tuo! Tu sei presente tutta dovunque e io non ti vedo. Mi muovo in te, sono in te e non posso avvicinarmi a te. Sei dentro di me e attorno a me e io non ti sento.

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venerdì, 13 febbraio 2009 | in : poesie
  Francesco venne poi com'io fu' morto,
      per me; ma un d'i neri cherubini
114 li disse: "Non portar: non mi far torto.
San Francesco, appena io fui morto, venne ad accogliermi ed accompagnarmi nel Regno dei Cieli, ma uno dei neri Angeli punitori gli disse: "Non portarlo con te, non puoi far torto alla Divina Giustizia di cui io sono esecutore.
        Venir se ne dee giù tra ' miei meschini
      perché diede 'l consiglio frodolente,
117 dal quale in qua stato li sono a' crini;
Egli deve venirsene giù, nell'espiazione fra i miei derelitti, perché diede consiglio fraudolento e sino da allora io lo seguo e l'attendo;
        ch'assolver non si può chi non si pente,
      né pentere e volere insieme puossi
120 per la contradizion che nol consente".
non si può assolvere il peccatore che non si pente, né è possibile pentirsi e peccare nel contempo, per la contraddizione che non lo consente".
http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/blank.gif
La punizione proveniva soprattutto dal consiglio fraudolento, ciò significa che la frode, causa dell'altrui male, è il maggiore peccato.
        Oh me dolente! come mi riscossi
      quando mi prese dicendomi: "Forse
123 tu non pensavi ch'io löico fossi!"
Oh me dolente! allor che mi ripresi dall'illusione di poter seguire Francesco nel Paradiso, il punitore mi prese dicendomi scherzosamente: "Tu forse non immaginavi che io, pur ricoperto da un corpo demoniaco, fossi maestro di logica!"
Logico
factum @ 15:03 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
martedì, 10 febbraio 2009 | in : musica

e a Cesare quel che è di Cesare

 

factum @ 22:14 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 09 febbraio 2009 | in : preghiamo
Date a Dio quel che è di Dio

«
 Requiem aeternam dona eis Domine
et lux perpetua luceat eis,
requiescant in pace.
Amen »



(IT) « Una tromba che diffonde un suono meraviglioso nei sepolcri di tutto il mondo, chiamerà tutti davanti al trono. La morte e la natura stupiranno, quando la creatura risorgerà, per rispondere al giudice. Verrà aperto il libro, nel quale tutto è contenuto, in base al quale il mondo sarà giudicato. Non appena il giudice sarà seduto, apparirà ciò che è nascosto, nulla resterà ingiudicato. E io che sono misero che dirò, chi chiamerò in mia difesa, se a mala pena il giusto è tranquillo? »
factum @ 23:14 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
domenica, 08 febbraio 2009 | in : preghiamo

Tengo Hambre
by equisflash

Cortometraggio spagnolo
factum @ 08:44 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
sabato, 07 febbraio 2009 | in : preghiamo
CL: preghiamo per Eluana

Accogliendo le parole del Segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata - «Quando ci avviciniamo al mistero del dolore e della morte bisogna, per chi crede, pregare» -, Comunione e Liberazione, oltre che alle iniziative di dialogo e di giudizio di queste settimane, invita a partecipare ai momenti di preghiera per Eluana organizzati dalle diocesi e a promuoverne nei luoghi di vita, di studio e di lavoro.

Da don Giussani abbiamo imparato che «solo il divino può “salvare” l’uomo, cioè le dimensioni vere ed essenziali dell’umana figura e del suo destino solo da Colui che ne è il senso ultimo possono essere “conservate”, vale a dire riconosciute, conclamate, difese». Tanto è vero che quando viene meno il riconoscimento del Mistero presente nella storia, risulta difficile riconoscere tutta la grandezza dell’uomo.

Per questo invitiamo a pregare per una vita che è affidata al Mistero buono che fa tutte le cose, e perché Dio possa illuminare coloro che hanno responsabilità a tutti i livelli.

l’ufficio stampa di CL
Milano, 6 febbraio 2009.




CASO ENGLARO

PERCHÉ DICIAMO DI NO ALLA SOSPENSIONE DELL’ALIMENTAZIONE
NO ALLA MORTE DI ELUANA
Eluana é gia morta? E' accanimento tenerla in vita?

Non si tratta di astenersi dall’accanimento terapeutico ed accettare l’evidenza di una vita che si sta spegnendo. Eluana non è un malato terminale (può benissimo vivere ancora per vari anni), né una persona che sta morendo con atroci sofferenze, né è “attaccata” ad alcuna macchina. Viene alimentata tramite un sondino naso-gastrico, si addormenta e si sveglia in modo regolare, ogni giorno viene alzata dal letto per eseguire la fisioterapia e viene seduta in carrozzina. Non ha lesioni da decubito o malattie in atto. Tante persone sono nelle sue condizioni, molte di queste sono accudite in famiglia.

Se esaminiamo la questione dal punto di vista medico, si può affermare inoltre che:

1) La scienza oggi non ha ancora raggiunto dati definitivi sullo stato vegetativo persistente: non può quindi pronunciarsi in modo certo sul grado di consapevolezza di sé e sulle interazioni con l’ambiente di queste persone, né sull’evoluzione di tali condizioni.

2) Da più parti si sta delineando una distinzione tra vita biologica e vita biografica, cioè vita capace di relazione, proponendo la presunta cessazione della vita biografica come confine del prendersi cura. Ma il criterio di dignità di vita non può coincidere con una evidente capacità di comunicazione e di relazione con il mondo esterno. La dignità della vita di ciascuno è un valore intrinseco, non dipende dalle circostanze esistenziali, né dal riconoscimento da parte degli altri di tale dignità.
L’uomo o la donna di cui ci si prende cura, anche se gravemente impediti nell’esercizio delle loro funzioni cognitive, sono e rimangono sempre esseri umani (non “un vegetale”).

3) Il “caso Eluana” rischia di creare un precedente che potrebbe avallare l’abbandono di altre persone in situazioni similari per lesioni cerebrali gravi che limitano fortemente la capacità di relazione.

4) Preoccupa inoltre il fatto che altre figure, con competenze diverse da quella medica, si stiano arrogando poteri decisionali nella prassi di cura. Il medico diviene in tal modo un mero esecutore di decisioni prese al di fuori del rapporto fiduciale con il paziente, rapporto che, da Ippocrate ai giorni odierni, rappresenta il fondamento della medicina.

Per tali motivi, sosteniamo che non si può sospendere l’alimentazione ad Eluana.

Alla famiglia va tutta la nostra vicinanza, rispetto e comprensione per una vicenda umana che indubbiamente comporta una grande sofferenza e decisioni non facili, certamente aggravate dal clima ideologico che circonda questa vicenda.

Nello stesso tempo questa situazione ci richiama ad un rinnovato impegno a difesa della vita in tutte le sue fasi, prima di tutto di solidarietà fattiva, verso ogni persona, specie se più debole e fragile, un impegno non secondariamente anche culturale ed educativo.

(comunicato stampa del Movimento dei Focolari, 6/2/2009)

E' l'appello di Feltri, Formigoni, Ferrara, Amicone, Giordano e altri.

http://www.appellonapolitano.enter.it/
firmatelo.
http://www.appellonapolitano.enter.it/
factum @ 14:32 | commenti (1)(popup) | commenti (1)

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