Torino e la crisi, un capitolo lungo questa cità è abituata a vivere con questo termine: crisi, adesso la questione si fa più grave, più diffusa, si vede anche dalle famiglie che chiedono aiuto ai Banchi di Solidarietà, e l'elenco delle ditte che chiudono o in crisi aumenta: Motorola , Dayco, Michelin, Bertone , Pininfarina ...
La Motorola ha deciso di chiudere a Torino, 330 persone in gran parte ingegneri di alta formazione, dai 30 ai 35 anni a casa.

Ho sentito un giudizio di questa crisi da parte di alcuni lavoratori della Motorola che mi ha interessato e incuriosito per la loro diversità rispetto alla lamentela comune, propongo alcuni stralci di qualche appunto che ho preso:
"La perdita improvvisa del lavoro ci scuote dalla tranquillità: guardandoci indietro, anche di poco, non ci sembrano effimere le nostre sicurezze? Ma se ci abbandoniamo alla sfiducia e alla rabbia, manchiamo la possibilità di capire veramente ciò di cui abbiamo bisogno."
"Possiamo avvertire che il nostro cuore, dietro al bisogno del lavoro, dei soldi, della famiglia, della salute, domanda niente meno che la felicità. Nei rapporti veri, nelle amicizie vere sperimentiamo un inizio di risposta."
"Le circostanze non definiscono il valore del mio io (il mio valore non è dato dal lavoro, dalla stabilità sociale, dalla salute). Sentirci creature amate (oggi sentiamo l'abbraccio più intenso delle nostre famiglie, dei nostri amici e la rinnovata confidenza tra noi) impone un positivo per cui vale la pena alzarci tutte le mattine e ripartire."
"E' fondamentale iniziare da un giudizio della realtà in tutti i suoi fattori: le persone, il mondo del lavoro, le istituzioni, il territorio, il momento congiunturale. Le opportunità non sono infinite e l'iperattivismo sappiamo come non possa essere garanzia di successo per tutti."
"Forse oggi il "nostro" progetto non si può realizzare. Ma se prendiamo seriamente quello che c'è alla radice dei nostri bisogni, potremo cogliere risorse e spunti andando al di là della pretesa di ciò che pensiamo ci sarebbe dovuto. Nessuno di noi si è fatto da solo, siamo tutti figli: con un'intelligenza nuova potremo aderire al progetto buono di un Altro che ci ha fatti con questo cuore inquieto e destinati alla felicità secondo il "suo" progetto."