Erano contenti e radiosi si è fatto festa.
Che bella la lettura che hanno scelto, bella che viene voglia di rileggerla e rileggerla tanto corrisponde a quello che desidero, eppure contiene un comando che esige obbedienza, affezione e volontà.
Leggetela e fate attenzione a come la leggete:
che vi amiate gli uni gli altri,
come io ho amato voi.
Nessuno ha amore più grande di questo:
dare la propria vita per i suoi amici.
Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.
Io non vi chiamo più servi,
perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone;
ma vi ho chiamati amici,
perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udito dal Padre mio.
Non voi avete scelto me,
ma io ho scelto voi;
e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto,
e il vostro frutto sia duraturo,
affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome,
egli ve la dia” (Gv. 15:12-16).
Ecco adesso provate a rileggerla immedesimandovi in chi l'ha sentita per la prima volta
in chi poi l'ha ricordata quando il dare la vita per i propri amici è diventato vero.

















