giovedì, 31 gennaio 2008 | in : incontri, testimoni

raccontava l'altra sera Don Francesco (Ciccio) Ventorino:

Giuliano.Ferrara ha firmato un editoriale dove ha parlato della nostra amicizia e ha confessato questo suo cruccio spirituale dice:
“Don Ciccio Ventorino, un prete di Catania che io amo - ogni volta che pranziamo insieme - prima della frutta cerca di convertirmi,” ed è vero, perché non parliamo di altro che della ragionevolezza della fede, “Solo che lo stesso Don Ciccio mi ha fatto capire che per cogliere la ragionevolezza della fede bisogna cadere in ginocchio, e io non sono capace di cadere in ginocchio” perché sono orgoglioso io, e sono orgoglioso perché ho ricevuto un educazione che mi ha strutturato così, e appunto perciò non riesco, perché non riesco a decidere di fidarmi, non riesco nemmeno ad arrivarci in fondo a quel processo razionale che mi porterebbe al giudizio che è ragionevole.

uomo elefante Ernst

.. la fede è l’atto di tutto l’uomo. C’è un lato di conoscenza che implica la totalità dell’io, è una questione sicuramente decisiva. Perché anche di fronte all’esperienza dell’eccezionale sarebbe ragionevole, ma di fatto può accadere che tu non riconosca questa ragionevolezza e non arrivi a fidarti, è in gioco la libertà dell’uomo…

factum @ 16:41 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
lunedì, 28 gennaio 2008 | in : favole, aaargh
Domenica scorsa durante l'omelia il parroco, facendo ben vedere il verde con cui era vestito, ricordava ai ragazzi che siamo nel tempo ordinario domandò loro cosa volesse dire.

Silenzio

allora chiede che cosa volesse dire ordinario
(presupponendo che i ragazzi avessero il concetto di tempo)

Silenzio

allora chiede il contrario di ordinario

Silenzio

una vocina dice timidamente "disordinario?!?"

"Disordinario?, disordinario è il vostro ordinario non il contrario, pensate solo ai vostri zaini!"


tempo ordinario

factum @ 14:58 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
sabato, 26 gennaio 2008 | in : testimoni, bello
factum @ 15:02 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
giovedì, 24 gennaio 2008 | in : crum

Crum era contento, gli era arrivato il Mac nuovo tanto atteso, mi accolse con un sorriso a tutto tondo.
- Hai visto il Mac?
- Bello, funziona?
- Si, spiritoso. Anche internet, così ho potuto leggere anche i commenti fuori di testa che hai fatto sul tuo Blog.
- Gentile, ma a quale commento ti riferisci?
- Un po' a tutti ma in particolare a quello in cui chiedevi una preghiera entro le 8 di lunedì, ma si puo?! La preghiera se proprio vuoi farmi fare il religioso è una dimensione della persona, io prego per entrare in rapporto con Dio, l'Ente supremo, non per le mie piccole cose, per entrare come dire in un altra dimensione, è una cosa mia, una necessità per ritrovare la mia serenità, al di là delle cose banali di tutti i giorni.
- Mmm
- Come al solito sei di grandi parole! Dio, Gesù, Budda ovunque c'è una religione c'è questa preghera per distrarsi dal male, per entrare in uno stato di consolazione serena.
- Io avevo bisogno per quel giorno e a quell'ora.
- Ma è cambiato qualcosa?
- Non è questo il punto, è che è accaduto così, tutti i tentativi di preghiera, di consolazione, di serenità hanno trovato una svolta. E' accaduto qualcosa in un posto, in un certo momento. E' venuta una persona un giorno, là in quel pezzo di terra , che ha detto non "Vi insegnerò la via", ma "Io sono la via". Non ha detto vi dò la risposta ma io sono la risposta.
- Era meglio se stavi muto, ci facevi una figura migliore.
- Comunque se in un posto in un determinato tempo è successo un fatto che ha cambiato la storia, posso chiedere anch'io qualcosa per un determinato momento e occasione. O no?
- Si, ma il mio Mac ha una grafica che il tuo Pc se la sogna, e sentissi con la musica! Suona, traccia gli spartiti .. bla ... bla ... bla ....
e frastornato pensavo "Crum però almeno adesso hai una luce"

Luce

"Bestiali come sempre, carnali, egoisti come sempre,
interessati e ottusi come sempre lo furono prima,
Eppure sempre in lotta, sempre a riaffermare,
sempre a riprendere la loro marcia sulla via illuminata dalla luce.
Spesso sostando, perdendo tempo, sviandosi,
attardandosi, tornando, eppure mai seguendo un'altra via».

factum @ 16:11 | commenti (12)(popup) | commenti (12)
martedì, 22 gennaio 2008 | in : incontri, meditazioni
Alcuni appunti alla rinfusa di cose che sono rimaste impresse a margine dell'incontro di Bivigliano:

Il dono, diverse persone hanno pensato di portare dei regali da fare a qualcun altro dei partecipanti, magari solo delle immagini da far vedere, una musica da ascoltare, dei crostini (ottimi), un libro. In fondo non ci si conosceva di persona e il regalo qui ha avuto la stessa connotazione di quelli di Natale: è accaduta una cosa bella, e quando ti vedrò di persona ti dono qualcosa perchè tu oggi possa essere più contento. Pensare e portare un regalo è anche prepararsi all'incontro.

La diversità nell'unità, che a volte mi ha anche dato un po' fastidio, come nella recita delle lodi, le voci non erano una sola ma ognuno aveva in testa un suo modo di pregare, per contro la voglia che quest'incontro andasse nella migliore maniera è stato a tratti commuovente, la puntualità non continuamente richiamata, il guardarsi, l'aspettare i ritardatari, il cercarsi, e anche la disponibilità a non nascondersi.

Il passato, non c'era il passato tra noi, per cui quello che apesso ci appesantisce nei nostri rapporti quotidiani non era un problema, c'era sicuramente come modo di affrontare la realtà di ognuno, ma non era di obiezione: "Io sono Manara. E colui che amo mi dice: queste cose non sono mai state. Se ha rubato, se ha ucciso: che queste cose non siano mai state! Lui solo è".

La domanda, "Che cos'è la giustizia", la risposta "la giustizia è Cristo" un brivido, se c'è qualcuno in una posizione ideologica salta sulla sedia, nessuno l'ha fatto. La giustizia è Cristo: vero, ma non è una posizione comune, il mondo chiede di "fare" giustizia non di seguire la giustizia, e Cristo non si fa: si segue.

Sette santi

Ci siamo trovati sotto Monte Senario dove nacquero i servi di Maria, un cammino di amicizia.

È l’unico ordine religioso maschile nella storia della Chiesa che non ha tratto origine da un singolo fondatore ma da un gruppo di laici adulti: sette mercanti che, nella ricca Firenze della prima metà del Duecento, decidono di lasciare tutto e di vivere nella solitudine del vicino monte Senario, desiderosi di seguire il Signore sotto la protezione della santa Vergine.

Di questi sette uomini, racconta la Legenda, alcuni erano sposati, altri erano vedovi, altri ancora avevano già in cuor loro intenzione di consacrarsi a Dio nella verginità.

«Essi non si conoscevano tra loro, perché risiedevano in zone diverse della città. In seguito però, dapprima uno con l’altro e poi tutti e sette insieme, si trovarono uniti interiormente da una profonda amicizia, da “vincoli di amore” (Os 11, 4). Questa amicizia di carità li portava, con dolcezza e amore, a non poter tollerare di stare lontani gli uni dagli altri: la separazione perfino di un’ora sola era da loro sofferta con grande disagio. L’amicizia, che aveva già legato le loro anime perché gioissero insieme delle cose divine e umane, li ispirò anche ad abbandonare le cose terrene e a dimenticarle del tutto. Essa li aiutò a restare saldi in questo proposito fino a far sorgere in loro l’idea di vivere insieme, in una unità non solo spirituale ma anche concreta» (Legenda 29).
factum @ 09:56 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
sabato, 19 gennaio 2008 | in : aaargh

Ridiamoci su...

La situazione internazionale non è buona
la situazione di mia moglie non è buona
la situazione dei piccoli cani non è buona
la situazione, la mia situazione non è buona…  (A.Celentano - Tricarico - Factum)

Celentano

Se ce l’ò fatta io
Ce la puoi farcela anche tu
Se ce l’ò fatta io figuriti tu.....

Se ce l’ò fatta io
Ce la puoi farcela anche tu
Se ce l’ò fatta io e grazie a Gesù....

(C. Zalone)

 

factum @ 15:14 | commenti (29)(popup) | commenti (29)
martedì, 15 gennaio 2008 | in : testimoni
ombra immagine

Dovrei fare un post sull'incontro dei Bloggers, ma altri più bravi scriveranno, e poi questo che ho letto oggi non è detto che non c'entra.


A Firenze, in una scuola, un ragazzo di quindici anni è improvvisamente morto. Nessuno dei professori e dei docenti di quella classe è andato al funerale di questo ragazzo. Dopo questo evento la classe è “esplosa” nel senso che nessuno li teneva più ed era capace di imporre loro una minima disciplina tanto che, di fronte all’impossibilità di raddrizzare in modo accettabile la situazione che si era venuta a creare, il corpo docente ha deciso di abbandonare questi ragazzi.

Li ha letteralmente raccolti una professoressa.

Nella prima lezione ha dovuto spiegare cos’è il positivismo. Il concetto fondamentale di questa posizione di pensiero è che la storia dell’umanità è un continuo cammino verso la riduzione dell’ignoto e tale fenomeno di conquista di ciò che l’uomo ancora non comprende avviene principalmente attraverso il progresso della scienza. La stessa esistenza di Dio è strettamente correlata all’ignoto nel senso che l’uomo, nel corso della sua storia e del suo divenire, ha dato il nome “Dio” a quello che non era riuscito ad afferrare con la conoscenza rendendo chiaro, per tal via, come il progresso scientifico fatalmente avrebbe sempre più ridotto la presenza di Dio e la sua necessità per l’uomo proprio perché erodeva l’area dell’ignoto riempiendola dei progressi acquisiti con la conoscenza scientifica.

Ha poi applicato questo pensiero apparentemente convincente a quello che era accaduto.

La mamma di quel ragazzo di quindici anni che era morto sicuramente, dall’autopsia che è stata eseguita, ha potuto esattamente sapere come è morto suo figlio, mentre invece se la stessa cosa fosse accaduta 3.000 anni fa la mamma del ragazzo deceduto ragionevolmente non avrebbe mai saputo di cosa era morto suo figlio: in questo sicuramente consiste il progresso scientifico che permette una conoscenza più approfondita di come le cose accadono. L’una e l’altra madre, tuttavia, hanno il problema di capire “perché” è accaduta una cosa del genere e quale sia per loro il significato di quanto è capitato: di fronte a questa domanda (che appare subito molto più fondamentale e decisiva dell’altra) la posizione della madri, adesso come 3.000 anni fa, è assolutamente identica e la scienza non riesce – nonostante i suoi progressi – a fornire alcun aiuto nella risposta. E’ un insondabile Mistero quello che guida la vita degli uomini.

A questo punto la professoressa si è rivolta alla lavagna – dove aveva disegnato un cerchio per significare la realtà e cercare il posto da assegnare in essa a Dio – ed ha chiesto ai ragazzi: dove mettiamo Dio nella realtà? Uno dei ragazzi, particolarmente amico di quello che era morto, ha risposto: «Su tutta la lavagna e sposti anche Dio».

E’ a quel punto che il ragazzo le ha chiesto: «Ma lei è cristiana?» e, alla sua risposta positiva, le ha confidato che lui, da quando il suo amico era morto, aveva smesso di andare in Chiesa. Infatti, affermava, almeno il medico dà delle risposte che saranno magari parziali ma in qualche modo tendono ad affrontare il problema, mentre i preti questa capacità non ce l’hanno.

Lei ha accusato il colpo e sentiva di dover dare una risposta. Ha allora ripreso: se, di fronte al tuo bisogno, io ti regalassi un libro che spiega cos’è l’amore, tu non te ne faresti niente perché il tuo bisogno si colma veramente solo di fronte ad uno che ti ama. Lui ha sbattuto il pugno sul tavolo ed ha esclamato: «Questa è la cosa che mi ha fregato!».

Ci sono domande che non esigono come risposta una spiegazione, ma una Presenza. Non tutto quello che accade si può spiegare, ma l’importante è essere lì in nome di un Mistero che magari non sappiamo spiegare ma che sappiamo che c’é.

factum @ 22:37 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
lunedì, 14 gennaio 2008 | in : miracoli, bello
a Bivigliano



Com'è diverso dire Ringraziamo Dio,
  dal dare carne e fiato a questo grazie




factum @ 08:54 | commenti (17)(popup) | commenti (17)

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