Sabato ho partecipato alla colletta alimentare con i ragazzini delle scuole medie, un entusiasmo contagioso, il gesto era semplice e loro non si sono creati grossi problemi, davano il volantino e le buste sorridendo, facendo a gara tra loro, a gara a fare del bene, roba da non crederci!

Un uomo, mi ha dato due buste piene:
“Grazie”
“No, grazie a Voi, veramente grazie a Voi”
“Prenda, è il biglietto di ringraziamento”
“No, ripeto sono io a ringraziarvi per quello che fate”
E che cosa avrò fatto?
Ho passato tre ore al caldo con degli amici a dare dei biglietti di carta e a ritirare buste,
il lavoro vero inizia adesso.
Un altro dall'aspetto dimesso, dandomi una scatola di tonno:
“Speriamo vada a buon fine, sa di questi tempi …”
“Venga a vedere in parrocchia a chi li diamo questi aiuti, venga a conoscere qualcuno, poi anche tra i bisognosi magari incappiamo in chi si vende la pasta, ma come facciamo a distinguere. Si fa come si puo.”
“Non vorrei proprio che finisse male …”
“Lei il gesto buono l’ha fatto e questo non glielo toglierà nessuno, si impara così a volere bene”
“Grazie, però speriamo che finisca a qualcuno che ne ha bisogno.”
Quel signore non lo sa, ma la sua scatola di tonno, uscita dalla sua piccola borsa della spesa ha già iniziato a lavorare sul cuore di uno che ha bisogno, il mio!