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domenica, 30 settembre 2007 | in : miracoli, aaargh
Juve 1 - Toro 0

derby
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sabato, 29 settembre 2007 | in : bello

Maria

Cliccateci se non si legge...

factum @ 00:40 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
103
mercoledì, 26 settembre 2007 | in : meditazioni
"Questa Potenza di Dio si rivela in fatti, avvenimenti, che costituiscono una realtà nuova dentro il mondo, una realtà viva, in movimento, e quindi una storia eccezionale e imprevedibile dentro la storia degli uomini e delle cose."

12/09/2007 14.06.44 Radiovaticana
In Corea del Sud iniziative della Chiesa per commemorare i martiri
Suggestive processioni notturne, incontri ed eventi culturali in Corea del Sud per commemorare gli oltre 10 mila martiri del Paese, uccisi nei secoli scorsi dalle persecuzioni che hanno investito l’area. A loro la Chiesa Coreana dedica il mese di settembre: proprio il 16 di questo mese, infatti, si celebra la festa di Sant’Andrea Kim Taegon, morto nel 1846, primo coreano sacerdote e martire e patrono del clero nazionale. Fu Giovanni Paolo II a canonizzare nel 1984 a Seul i 103 martiri ora venerati dalla Chiesa di Corea. Proprio la Chiesa coreana, riferisce l’agenzia Fides, ricorda la testimonianza di fede e l’opera straordinaria per la crescita della Chiesa in Corea e in Asia offerte dai martiri. “I fedeli coreani elevati agli onori degli altari – dicono i vescovi – hanno piantato la fede nel grembo delle più antiche tradizioni e religioni del mondo”. “Il loro sangue – proseguono – ha contribuito alla crescita della Chiesa”. (V.F.)

corea

Dall'ultima esortazione di sant'Andrea Kim Taegòn, prete e martire
Fratelli carissimi, sappiate con certezza che il Signore nostro Gesù, venuto nel mondo, ha preso su di sé dolori innumerevoli, con la sua passione ha fondato la santa Chiesa e la fa crescere con le prove e il martirio dei fedeli. Sebbene le potenze del mondo la opprimano e la combattano, tuttavia non potranno mai prevalere. Dopo l'Ascensione di Gesù, dal tempo degli Apostoli fino ai nostri giorni, in ogni parte della terra la santa Chiesa cresce in mezzo alle tribolazioni. Così nel corso dei cinquanta o sessanta anni da quando la santa Chiesa è entrata nella nostra Corea, i fedeli hanno dovuto affrontare più volte la persecuzione e oggi infuria più che mai. Perciò numerosi amici nella stessa fede, anch'io fra essi, sono stati gettati in carcere e voi pure rimanete in mezzo alla tribolazione. Se è vero che formiamo un solo corpo, come non saremo rattristati nell'intimo dei nostri cuori? Come non sperimenteremo secondo il sentimento umano il dolore della separazione?Tuttavia, come dice la Scrittura, Dio ha cura del più piccolo capello del capo (cfr. Mt 10,30) e ne tiene conto nella sua onniscienza; come dunque potrà essere considerata una così violenta persecuzione se non una disposizione divina, un premio oppure una pena?Abbracciate dunque la volontà di Dio e con tutto il cuore sostenete il combattimento per Gesù, re dei cielo; anche voi vincerete il dèmone di questo mondo, già sconfitto da Cristo.Vi scongiuro: non trascurate l'amore fraterno, ma aiutatevi a vicenda; e fino a quando il Signore vi userà misericordia allontanando la tribolazione, perseverate.
Qui siamo in venti, e per grazia di Dio stiamo ancora tutti bene. Se qualcuno verrà ucciso, vi supplico di avere cura della sua famiglia. Avrei ancora molte cose da dire, ma come posso esprimerle con la penna e la carta? Termino la mia lettera. Essendo ormai vicini al combattimento io vi prego di camminare nella fedeltà; e alla fine nel cielo, ci rallegreremo insieme.
Vi bacio per l'ultima volta in segno del mio amore.

(Cfr. Pro Corea. Documenta ed. Mission Catholique Séoul, Séoul - Paris 1938, vol. 1,74-75)
factum @ 09:04 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, 24 settembre 2007 | in : musica, bello
E’ come cercare l’oro in mezzo al fango:
alla finale, immagino, del Grande Fratello spagnolo è capitato che una concorrente dalla voce dolcissima cantasse “Lela” una canzone che molti di noi conoscono, che racconta di una bellezza perduta, della nostalgia che rimane, l’atmosfera improvvisamente cambia, e davanti a questa cosa bella e imprevista, tutti si mettono in ascolto, e alla fine ringraziano per questo.
Il cuore è sempre acceso, attende sempre, e sa riconoscere.

Traduzione:
Stanno piangendo le nuvole
per un amore che finisce,
le strade si bagnano
per tutto il mio pianto.

Lela, Lela, Lelina che amo tanto,
voglio vedermi
riflesso nella luce dei tuoi occhi.
Non lasciarmi,
ma abbi compassione di me.
Senza te non posso,
non posso vivere.

factum @ 08:53 | commenti (21)(popup) | commenti (21)
sabato, 22 settembre 2007 | in : segnalazioni, meditazioni, bello

Chi è passato in corso Racconigi domenica scorsa e ha partecipato al SampeHappening, parafrasando una nota pubblicità, potrebbe dire: “C’è più gusto ad essere cristiani”. Al posto del solito mercato rionale erano allineati sotto gli alberi stands di ben 20 associazioni, dagli Scout alle Famiglie per l’Accoglienza, dal Banco Alimentare e Farmaceutico alle Scuole S. Anna e SS Natale, da Piazza dei Mestieri al Coro Magnificat, dall’Associazione AltroCanto all’Associazione Cilla, da AVSI al VSSP. Sotto l’abile regia del Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere (CdS) e la paterna accoglienza dei Servi di Maria, in occasione della Festa della Addolorata nella Parrocchia di San Pellegrino, si sono succeduti momenti pubblici di incontro e di festa.
Il titolo della Festa “Come orizzonte il mondo: curiosi, educati, felici” viene così spiegato da Franco Aghemo, Presidente del CdS: “Oggi più che mai viviamo una grande emergenza educativa, tanto più grave perché è con l’educazione che si costruisce la persona e quindi la società. Abbiamo coinvolto queste associazioni per far loro comunicare le ragioni che spingono a rispondere ai bisogni della gente”. “La ragione – ha risposto Vincenzo Silvano - Scuola SS Natale – è in fondo una sola: la presenza di Cristo. Una presenza che sperimentiamo attraverso persone toccate, affascinate da Lui. Stando in rapporto con queste persone la vita cambia, è possibile essere felici. Io mi sono buttato nell’avventura della scuola perché sostenuto da questa grande amicizia”. Ed è proprio di questa amicizia e del sentirsi chiamati a darne ragione che si è fatto esperienza domenica. Vedere tante persone affollare gli stands, partecipare numerosi alla Processione e alla Messa, lasciarsi coinvolgersi nella letizia e nella gioia dei canti e dei giochi dei bambini, commuoversi alle testimonianze di padre Bruno Castricini e di Vincenzo Silvano. Un’amicizia, per molti suscitata dal carisma di don Giussani, che affonda le sue radici nel grande abbraccio della Chiesa Universale, come sempre ci ricorda Benedetto XVI. In un clima settario come quello che oggi stiamo vivendo come non sottolineare che persone, pur di esperienze diverse, si ritrovino insieme e testimonino pubblicamente le bellezza della propria fede. In un quartiere da sempre crogiuolo di culture diverse, laddove si è però conservata una profonda anima popolare, emerge un chiaro messaggio: una risposta ai bisogni dell’uomo è possibile solo dove c’è attenzione alla singola persona e questo è possibile quanto più uno si sente accolto per quello che è nell’incontro con qualcosa di Altro. Il Mistero si è reso incontrabile in forme diverse, con varie sensibilità, che devono permanere nel solco che è stato tracciato, la Chiesa. Un particolare ringraziamento ai Servi di Maria che hanno accolto le varie esperienze e hanno saputo sostenerle nell’affronto quotidiano del reale.
Mauro Pianta 
  

sampe

Fortuna che cè chi scrive meglio di me...

factum @ 11:04 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 20 settembre 2007 | in : segnalazioni, aaargh

21 Settembre S.Matteo

Dalle "Omelie" di san Beda il Venerabile, sacerdote
Gesù lo guardò con sentimento di pietà e lo scelse.
Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi" (Mt 9, 9). Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore. Vide un pubblicano e, siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: "Seguimi". Gli disse "Seguimi", cioè imitami. Seguimi, disse, non tanto col movimento dei piedi quanto con la pratica della vita. Infatti " chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato " (1 Gv 2, 6).
" Ed egli si alzò, prosegue, e lo seguì " (Mt 9, 9).

Cliccare sul 2002 per capire il post

Un indizio è sul mio profilo..., l'altro è il titolo.

factum @ 22:24 | commenti (13)(popup) | commenti (13)
giovedì, 20 settembre 2007 | in : musica, meditazioni, bello
Una canzone di Lucio Battisti, una sorta di preghiera laica,
c'è quell'attimo tra l'amore per chi soffre "Anche per te vorrei morire"
e la sua smentita pratica  "ed io morir non so".

La propria incapacità, il limite, il disimpegno, davanti a tutto, blocca, ferma.
In questi giorni anche a me bruciava questa incapacità,
ma sono sempre stato richiamato a starci davanti, richiamato dai miei amici.
Mi volevano lì.


Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé
che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te
che poi entri in chiesa e preghi piano
e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.
...
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho


Caffè

E secondo me è un' osservazione molto interessante, questa:
più che per la paura del sacrificio, più che la resistenza al sacrificio,
è la resistenza a qualcosa d'altro, che il sacrificio è condizione per mettere in luce.
È una resistenza a ciò che il sacrificio mette in luce non la resistenza al sacrificio;
e ciò che il sacrificio mette in luce è la verità, è la bellezza e la verità.
È una resistenza alla bellezza e alla verità.
Infatti, quando in un rapporto si sbaglia, è una resistenza alla bellezza,
tant'è vero che dopo ingombra, in qualche modo ingombra;
mentre la bellezza, dopo la fatica, diventa luminosa: lascia le cose più luminose.
È una resistenza alla verità.
Perché dopo il sacrificio la verità splende di più; cioè, è più vero!

L.Giussani "Affezione e dimora" p.66
factum @ 10:33 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
lunedì, 17 settembre 2007 | in : poesie, miracoli, bello

E' andata bene la festa!

Ho iniziato a scrivere questo post diverse volte, volevo citare i numeri, la contentezza di chi ha partecipato, la fatica di chi ci ha  lavorato, lo stupore di chi ci ha visto.

Ma tutte queste cose non rendevano, la cosa che ci è successa è tra di noi, non che siamo stati bravi, anche, ma come ci si guardava: come un bene presente, il bene che ci teneva insieme.

Ma forse il commento più bello è stato quello di Enrico, dopo che era stato risolto l'ultimo grande imprevisto: "La Madonna ci ha proprio dato una mano, non poteva non farlo, è la sua festa".

Poi a sera, finito tutto, smontaggio compreso, e si era tutti a casa, un grandissimo temporale ha dato una mano a Torino a pulire le strade, certo se il temporale fosse arrivato prima avrebbe rovinato tutto, ma non è successo... e io pensavo ad Enrico "è la sua festa..."

Festa Sampe

Come sarebbe bello che fosse festa tutti i giorni, Ladyluna ha scritto questa poesia in un commento, la festa come quotidianità, al mattino quando si decide delle cose...

un largo di campane nell'oro del mattino...
è festa!!!
un palpito di ali nell'aria profumata
dal buio della notte
l'alba s'è rallegrata
e si rallegri col Signore ogni mattino
a festa , con amore!

factum @ 21:13 | commenti (12)(popup) | commenti (12)

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