



Traduzione:
Stanno piangendo le nuvole
per un amore che finisce,
le strade si bagnano
per tutto il mio pianto.
Lela, Lela, Lelina che amo tanto,
voglio vedermi
riflesso nella luce dei tuoi occhi.
Non lasciarmi,
ma abbi compassione di me.
Senza te non posso,
non posso vivere.
Chi è passato in corso Racconigi domenica scorsa e ha partecipato al SampeHappening, parafrasando una nota pubblicità, potrebbe dire: “C’è più gusto ad essere cristiani”. Al posto del solito mercato rionale erano allineati sotto gli alberi stands di ben 20 associazioni, dagli Scout alle Famiglie per l’Accoglienza, dal Banco Alimentare e Farmaceutico alle Scuole S. Anna e SS Natale, da Piazza dei Mestieri al Coro Magnificat, dall’Associazione AltroCanto all’Associazione Cilla, da AVSI al VSSP. Sotto l’abile regia del Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere (CdS) e la paterna accoglienza dei Servi di Maria, in occasione della Festa della Addolorata nella Parrocchia di San Pellegrino, si sono succeduti momenti pubblici di incontro e di festa.
Il titolo della Festa “Come orizzonte il mondo: curiosi, educati, felici” viene così spiegato da Franco Aghemo, Presidente del CdS: “Oggi più che mai viviamo una grande emergenza educativa, tanto più grave perché è con l’educazione che si costruisce la persona e quindi la società. Abbiamo coinvolto queste associazioni per far loro comunicare le ragioni che spingono a rispondere ai bisogni della gente”. “La ragione – ha risposto Vincenzo Silvano - Scuola SS Natale – è in fondo una sola: la presenza di Cristo. Una presenza che sperimentiamo attraverso persone toccate, affascinate da Lui. Stando in rapporto con queste persone la vita cambia, è possibile essere felici. Io mi sono buttato nell’avventura della scuola perché sostenuto da questa grande amicizia”. Ed è proprio di questa amicizia e del sentirsi chiamati a darne ragione che si è fatto esperienza domenica. Vedere tante persone affollare gli stands, partecipare numerosi alla Processione e alla Messa, lasciarsi coinvolgersi nella letizia e nella gioia dei canti e dei giochi dei bambini, commuoversi alle testimonianze di padre Bruno Castricini e di Vincenzo Silvano. Un’amicizia, per molti suscitata dal carisma di don Giussani, che affonda le sue radici nel grande abbraccio della Chiesa Universale, come sempre ci ricorda Benedetto XVI. In un clima settario come quello che oggi stiamo vivendo come non sottolineare che persone, pur di esperienze diverse, si ritrovino insieme e testimonino pubblicamente le bellezza della propria fede. In un quartiere da sempre crogiuolo di culture diverse, laddove si è però conservata una profonda anima popolare, emerge un chiaro messaggio: una risposta ai bisogni dell’uomo è possibile solo dove c’è attenzione alla singola persona e questo è possibile quanto più uno si sente accolto per quello che è nell’incontro con qualcosa di Altro. Il Mistero si è reso incontrabile in forme diverse, con varie sensibilità, che devono permanere nel solco che è stato tracciato, la Chiesa. Un particolare ringraziamento ai Servi di Maria che hanno accolto le varie esperienze e hanno saputo sostenerle nell’affronto quotidiano del reale.
Mauro Pianta

Fortuna che cè chi scrive meglio di me...
21 Settembre S.Matteo
Dalle "Omelie" di san Beda il Venerabile, sacerdote
Gesù lo guardò con sentimento di pietà e lo scelse.
Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi" (Mt 9, 9). Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore. Vide un pubblicano e, siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: "Seguimi". Gli disse "Seguimi", cioè imitami. Seguimi, disse, non tanto col movimento dei piedi quanto con la pratica della vita. Infatti " chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato " (1 Gv 2, 6).
" Ed egli si alzò, prosegue, e lo seguì " (Mt 9, 9).
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Un indizio è sul mio profilo..., l'altro è il titolo.

E' andata bene la festa!
Ho iniziato a scrivere questo post diverse volte, volevo citare i numeri, la contentezza di chi ha partecipato, la fatica di chi ci ha lavorato, lo stupore di chi ci ha visto.
Ma tutte queste cose non rendevano, la cosa che ci è successa è tra di noi, non che siamo stati bravi, anche, ma come ci si guardava: come un bene presente, il bene che ci teneva insieme.
Ma forse il commento più bello è stato quello di Enrico, dopo che era stato risolto l'ultimo grande imprevisto: "La Madonna ci ha proprio dato una mano, non poteva non farlo, è la sua festa".
Poi a sera, finito tutto, smontaggio compreso, e si era tutti a casa, un grandissimo temporale ha dato una mano a Torino a pulire le strade, certo se il temporale fosse arrivato prima avrebbe rovinato tutto, ma non è successo... e io pensavo ad Enrico "è la sua festa..."

Come sarebbe bello che fosse festa tutti i giorni, Ladyluna ha scritto questa poesia in un commento, la festa come quotidianità, al mattino quando si decide delle cose...
un largo di campane nell'oro del mattino...
è festa!!!
un palpito di ali nell'aria profumata
dal buio della notte
l'alba s'è rallegrata
e si rallegri col Signore ogni mattino
a festa , con amore!