venerdì, 31 agosto 2007 | in : aaargh

:-)
Dopo anni di discussioni su Galileo, sulla Chiesa oscurantista, sulla supremazia del popolo e relativa rivoluzione francese, (vedi Zidane vs. Materazzi), colgo l'occasione per proporvi questo video, preso da Luciano Giustini blog:

factum @ 16:58 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
giovedì, 30 agosto 2007 | in : meditazioni

Si guarda un telefilm la sera e poi ti vengono brutti pensieri, li ho trascritti sotto forma di dialogo.

Morto

- Suo figlio è morto
- ..
- Doveva immaginarselo
- Ho fatto il possibile...
- Il possibile?
- Cosa potevo fare di più, se non chiedere la sua guarigione, giorno e notte ho pregato ho chiesto con forza che il suo destino non si compisse ora. Dio ha voluto altrimenti. 
- Suo figlio è morto
- Lo so, e credete che questo non mi addolora? E' tutta la notte che piango, e mia moglie non riesce ancora a smettere. Cosa volete ancora? Cosa volete da me?
- E' stata un'infezione, un batterio
- ...lo vedevo piano piano spegnersi...
- Si poteva curare...
- ... non mi sentiva ...
- Dovevate portarlo in ospedale, c'era una possibilità
- Ho fatto tutto quanto potevo fare, intercedere per lui, l'unico che poteva fare qualcosa: Dio, non ha voluto, e se non poteva Dio che cosa potevano i medici, ne sanno forse di più? Hanno forse la possibilità di dare la vita?
- Suo figlio è morto
- Sia fatta la Sua volontà.
- Mi fa paura
- A me fa paura l'accanimento terapeutico, il sostituirsi all'opera di Dio, ad imporre delle cure non richieste, io ho diritto a usare le cure che voglio, e la mia cura è la preghiera.
- Deve venire con me
- Dove?
- In questura, lei è pericoloso
- E' la Croce, sopporterò anche questo.
- Lei così salva Dio, non l'uomo. E Dio non ha bisogno di essere salvato da Lei.

factum @ 08:31 | commenti (12)(popup) | commenti (12)
martedì, 28 agosto 2007 | in : segnalazioni, meditazioni
Un post di AnnaV mi ha fatto leggere l’omelia di GPII del 26 gennaio 1979 in Messico, sulla fedeltà, e le dimensioni della fedeltà, che ho riassunto cosi: Domanda, risposta, verifica, dono di se.
Riuscire ad essere fedeli non è automatico è Grazia, ma tutto parte dalla ricerca della domanda del cuore.

Hi fi

La prima dimensione si chiama ricerca. Maria fu fedele anzitutto quando, con amore, si mise a cercare il senso profondo del disegno di Dio in lei e per il mondo. “Quomodo fiet?” (Come avverrà questo?), chiedeva Maria all’Angelo dell’Annunciazione. Già nell’Antico Testamento il senso di questa ricerca si traduce in una espressione di rara bellezza e di straordinario contenuto spirituale: “cercare il volto del Signore”. Non ci sarà fedeltà se non ci sarà nella radice questa ardente, paziente e generosa ricerca; se non si troverà nel cuore dell’uomo una domanda, per la quale solo Dio offre risposta, dico meglio, per la quale solo Dio è la risposta. 
La seconda dimensione della fedeltà si chiama accoglienza, accettazione. Il “quomodo fiet?”, sulle labbra di Maria, si trasforma in un “fiat”. Che ciò avvenga, sono pronto, accetto: questo è il momento cruciale della fedeltà, momento nel quale l’uomo percepisce che mai comprenderà totalmente il come; che ci sono nel disegno di Dio più zone di mistero che di evidenza; che l’uomo, per quanto si sforzi, mai riuscirà a capirlo totalmente. A questo punto, l’uomo accetta il mistero, gli dà un luogo nel suo cuore, così come “Maria conservava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19; cf.Lc 3,15). È il momento nel quale l’uomo si abbandona al mistero, non con la rassegnazione di qualcuno che capitola di fronte a un enigma, o a un assurdo, ma piuttosto con la disponibilità di chi si apre per essere abitato da qualcosa – da Qualcuno! – più grande del proprio cuore. Questa accettazione si compie definitivamente attraverso la fede, che è appunto l’adesione di tutto l’essere al mistero che si rivela. 
La terza dimensione della fedeltà è la coerenza. Vivere in accordo con quanto si crede. Ordinare la propria vita con l’oggetto della propria adesione. Accettare piuttosto incomprensioni e persecuzioni, ma non permettere mai dissociazioni tra ciò che si vive e ciò che si crede: questo è la coerenza. Qui si trova forse il nucleo più intimo della fedeltà. 
Ma ogni fedeltà deve passare per la prova più esigente: quella della perseveranza. Perciò la quarta dimensione della fedeltà è la costanza. È facile esser coerente per un giorno o per alcuni giorni. È difficile e importante esser coerente per tutta la vita. È facile esser coerente nell’ora dell’entusiasmo, è difficile esserlo nell’ora della tribolazione. Perciò può chiamarsi fedeltà solo una coerenza che dura per tutta la lunghezza della vita. Il “fiat” di Maria nell’Annunciazione ritrova la sua pienezza nel “fiat” silenzioso ch’essa ripete ai piedi della Croce. Esser fedele significa non tradire nelle tenebre ciò che si è accettato in pubblico. 
factum @ 21:45 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
lunedì, 27 agosto 2007 | in : segnalazioni, opposti
Nada nostro che sei nel nada, nada sia nome tuo il regno
tuo nada sia la tua volontà nada in nada come in nada.
Dacci questo nada il nostro nada quotidiano e nadaci il
nostro nada come noi nadiamo i nostri nada e non nadarci
in nada ma liberaci da nada; pues nada. Ave niente
pieno di niente, niente sia con te.


Ernest Hemingway, Un posto pulito, illuminato bene, in I racconti,
Mondadori, Milano 1992.1

Homer

Questa dissacrazione volontaria
è anche una negazione dell’amore,
un tentativo di rifare il mondo come se
l’amore non ne fosse più parte. E questa,
certamente, è la caratteristica più importante
della cultura postmoderna che
ho descritto all’inizio dell’intervento:
una cultura priva d’amore, determinata
a rappresentare il mondo umano come
se fosse qualcosa che non si può amare.
Il che suggerisce un rimedio semplice,
ovvero resistere alle tentazioni. Invece
di dissacrare la forma umana dovremmo
imparare nuovamente a riverirla.
Perché non c’è assolutamente nulla
da guadagnare dal tipo di insulti scagliati
contro la bellezza da chi, come Calixto
Bieito, non sopporta di guardarla in
faccia.(...) Ma cosa ci
insegna tutto questo? Cosa ci guadagniamo,
in termini di sviluppo emotivo, spirituale,
intellettuale o morale? Nulla, se
non ansia. Dovremmo trarre una lezione
da questo tipo di dissacrazione: nel tentativo
di dimostrare che i nostri ideali
umani sono privi di valore, dimostra di
essere lei stessa priva di valore. E se un
qualcosa dimostra di essere privo di valore,
è il caso di disfarsene.
(Roger Scruton ha pronunciato questo discorso al Meeting di Rimini,
intervenendo a un incontro dal titolo “Verità nell’arte”)
qui intero
factum @ 12:41 | commenti (13)(popup) | commenti (13)
domenica, 19 agosto 2007 | in : musica, grazie

Ho appreso che stanotte è mancato Claudio Chieffo un amico cantautore.

 

E quando un di

con Lui sarò

nella sua casa abiterò

Nella Sua casa tutta d'or

con tanta gioia dentro il cuor

 

 

chieffo

... Un Grazie a Claudio, prega per noi, arrivederci....

 

factum @ 15:45 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
SMS
mercoledì, 15 agosto 2007 | in : meditazioni, aaargh

Così il testo inviato

Oggi meditando sull'Assunzione, qui nell'agriturismo, ho scoperto perché non mi potrebbe capitare: peso troppo! Factum

Le risposte


Io sono in puglia al mare.ci vediamo al meeting e magari parliamo della tua meditazione davanti a una piada!?

Io non sono lontano dal tuo peso ma spero di non arrivarci ... buona festa dell'assunzione

Mai cazzata più grossa fu detta se mi permetti...! Spero non vada a peso se no sono nei guai anch'io!

Simpatico. A presto un abbraccio

Figurati! Nulla è impossibile a dio... La verità è che tuti noi abbiamo bisogno di te quaggiù.

Cerca di non magiare troppo o .... non meditare troppo.

Perchè poni dei limiti all'Onnipotenza? Dio che porta in se tutto l'universo può portare con leggerezza anche il tuo sovrappeso non credi? Buon appetito

Dovrai passare prima dalla sublimazione.

Io invece inizio ad avere qualche possibilità, da quando ho iniziato la cura per l'emicrania ho perso 6Kg!

I fumi dell'alcool hanno ottenebrato la tua fede? Sai che lo Spirito Santo riesce dove non può una gru?

S'impone una cura radicale! se vuoi puoi venire con noi ora: stiamo salendo sulla Chenalette. (sopra il Gran S.Bernardo)

Tuttavia non è definitivo...

Siamo anche noi al dolce, tutto Ok.

 

Quando si dice una grande compagnia...


factum @ 22:59 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
martedì, 14 agosto 2007 | in : musica

Come si sa Orfeo si volta, non segue per seguire se stesso e perde tutto,  quell’incompiutezza che sentiva non ha sbocco anzi si allarga e prende tutto, e per rimpiangere, seguire il passato o la sua idea perde il presente.

I Narratori
L'hai persa e il perché non lo capirai mai.
Ti volti e la stecca riascolti nel vento,
la frase incompiuta, la rima taciuta.
Riappare in amore il silenzio,
riappare in un boccio di fiore la brina,
ti volti e scompare con una ragazza
quello che hai creduto il tuo sorriso,
il tuo privato paradiso
che ritrovare tu non hai voluto

Il coretto iniziale è un po’ datato però…
factum @ 09:36 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, 13 agosto 2007 | in : musica
Tito Schipa jr

Vivandiere
E tu cos'hai?

Orfeo
C'è come una stecca che sento nel vento,
una frase incompiuta, una rima taciuta.
Se fosse in amore - un silenzio.
Se fosse in un boccio di fiore - una brina.
Se fosse... se...

(da Orfeo 9 di Tito Schipa jr prima opera pop)

factum @ 15:59 | commenti (popup) | commenti

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