A stoccarda i Focolarini hanno organizzato il congrasso "
Insieme per l'Europa".
Grande iniziativa curioso ho letto due interventi, bellissimo quello di
Chiara Lubich.
Sono un po' meno entusiasta di quello
riportato in parte qua sotto.
I commenti in rosso sono i miei
Spero di non aver mancato di rispetto a nessuno, sopratutto ai miei amici Focolarini.
Dall'Intervento del Presidente del consiglio, Romano Prodi, a Stoccarda – 12 Maggio 2007
...Parole per i cristiani in Europa
Ecco le parole che i cristiani sono chiamati a consegnare all’Europa con la loro testimonianza e con la loro vita: l’unità, la fraternità, la riconciliazione e la pace.
L’Unita’ - L’unità è innanzi tutto l’appello all’unità dei cristiani. Le chiese in Europa sono chiamate a riconoscere le loro divisioni per intraprendere il cammino faticoso e doloroso dell’unità.
In questo modo saranno seme di unità per tutta l’Europa, nel pieno riconoscimento gli uni degli altri. Il cammino dell’unità coglie le radici non nel passato ma nel futuro.
(Radici nel futuro? Un paradosso? E delle radici cristiane? Compreso Cristo? Nel futuro? Io ne ho bisogno oggi!)
La Fraternità - C’e’ una domanda di fraternità che l’Europa pone a tutti noi. Fraternità verso gli immigrati, verso gli abbandonati, verso le minoranze rifiutate come gli zingari, verso i fratelli delle altre religioni
(Io ho bisogno di Fraternità, non sono zingaro, immigrato e sono cattolico, se so cosa è la fraternità e la sperimento solo così posso portarla agli altri.)
La Riconciliazione - La riconciliazione è possibile se lavoreremo per costruire nuovi ponti di cooperazione tra sud e nord del mondo, tra Europa ed Africa, tra Israele e Palestina, in Irak, in Afghanistan. Una cooperazione per la riconciliazione. La vera sfida oggi nei confronti degli stati non è vincere ma riconciliare.
(Sperando che ci sia dall’altra parte uguale apertura, il dialogo c’è tra chi lo vuole)
La pace - E infine la pace. La pace attraversa e si sostanzia delle quattro parole precedenti. Bonhoeffer parlava di osare la pace. E’ necessario osare anche oggi la pace, sapendone portare la fatica.
(La pace, parola abusata, osiamo la pace sì, se riconosciamo tutto come un dono, di cui non siamo padroni, e la fatica ci sarà perché è difficile riconoscere che non è il nostro progetto che vince.
“Oh Signore fa di me uno strumento della Tua pace”)
Una figura di cristiano
Permettetemi di concludere ricordando un cristiano italiano di grande profilo europeo, grande servitore dello Stato Nino Andreatta, morto poche settimane fa. Per me un maestro e un amico. Commemorandolo in parlamento, ho sottolineato la sua straordinaria testimonianza di laicità e di fede convinta, una testimonianza senza ostentazioni. Diceva Andreatta: ”Ciascuno attinge alla sapienza e cerca di tradurla in azione senza la sacrilega intenzione di coinvolgere Dio nelle sue scelte”. In lui la laicità era la forma più alta di anti-ideologia, di antifondamentalismo, di antiassolutismo. Un metodo e un habitus.
Lo consegno a voi con le parole autorevoli del Concilio Vaticano II, a cui aveva aderito con grande convinzione: ”La coscienza – dice la Gaudium et Spes - e’ il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria. Nella fedeltà alla coscienza, i cristiani si uniscono agli altri uomini per cercare la verità e per risolvere secondo verità problemi morali, che sorgono tanto nella vita dei singoli che in quella sociale”.
Non dimenticate queste parole.
Ne manca un pezzo che non possiamo nascondere! Dove la coscienza non è intimistica ma dentro un progetto più grande!
Gaudium et Spes Originale
16. Dignità della coscienza morale.
Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire. Questa voce, che lo chiama sempre ad amare, a fare il bene e a fuggire il male, al momento opportuno risuona nell'intimità del cuore: fa questo, evita quest'altro.
L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al cuore; obbedire è la dignità stessa dell'uomo, e secondo questa egli sarà giudicato. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell'intimità.
Tramite la coscienza si fa conoscere in modo mirabile quella legge che trova il suo compimento nell'amore di Dio e del prossimo. Nella fedeltà alla coscienza i cristiani si uniscono agli altri uomini per cercare la verità e per risolvere secondo verità numerosi problemi morali, che sorgono tanto nella vita privata quanto in quella sociale. Quanto più, dunque, prevale la coscienza retta, tanto più le persone e i gruppi si allontanano dal cieco arbitrio e si sforzano di conformarsi alle norme oggettive della moralità. Tuttavia succede non di rado che la coscienza sia erronea per ignoranza invincibile, senza che per questo essa perda la sua dignità.
Ma ciò non si può dire quando l'uomo poco si cura di cercare la verità e il bene, e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito all'abitudine del peccato.