mercoledì, 30 maggio 2007 | in : meditazioni
"Noi l'altra volta abbiamo detto che il lavoro è il momento in cui l'amore a Cristo diventa più concreto, più potente, ma più faticoso.
Ma il lavoro, .. cosa sia il lavoro (come l'amore e la giustizia) è guardando a Gesù che lo capisco: è da Gesù che sento il contenuto. Quando dice: «Il Padre mio opera sempre. Mio Padre è l'eterno lavoratore», vuol dire una cosa dell'altro mondo - e infatti è dell'altro mondo! -: vuol dire che il lavoro è dell'essenza dell'essere (dell'essere intelligente e cosciente - è chiaro! -, ma tutto, tutta la creazione «subisce» o sente questo scopo inerente a tutte le mosse che fa, a tutta la dinamica che è).
Il lavoro è l'essenza dell'Essere, perciò il lavoro è - senza che noi possiamo vedere - l'attività del Mistero.
Il Padre genera il Figlio e da loro procede lo Spirito Santo: è un mistero in cui l'aspetto dinamico si chiama lavoro. Ciò che definisce il lavoro è il mistero della Trinità."
L.Giussani (qui)

Roublev

Cari fratelli e sorelle, dopo il grande Papa Giovanni Paolo II,
i signori cardinali hanno eletto me,
un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore.
Benedizione Apostolica "Urbi et Orbi" (19 aprile 2005)
Benedetto XVI
factum @ 16:23 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
venerdì, 25 maggio 2007 | in : segnalazioni
Alexis Carrel, osservando la decadenza del vostro tempo
disse che la causa ne era la vostra perdita del senso della santità.

...
Bernardo fu posto con le spalle al muro della casa paterna. Le sue sorelle furono obbligate a sedersi ad una tavola di fronte a lui, con Almanzor seduto fra loro due. Poi un soldato ricevette l'ordine di trafiggere il capo di Bernardo con un ferro acuminato e inchiodarlo al muro. Almanzor afferrò le sue sorelle per i polsi: - Aprite gli occhi e guardate come muore un infedele; osservate questo seguace del Crocifisso.
Era un inutile comando, poiché Maria e Grazia non avrebbero perso lo spettacolo per tutto l'oro del mondo. Bernardo aveva detto loro che cosa significava martirio, e per quanto crudele fosse lo spettacolo, esse vollero vedere la, sua gloria ed entrambe pregarono, incoraggiandolo, ogni volta che il martello colpiva.
Una rabbia cieca e brutale s'impadronì di Almanzor allorché Grazia rivolta a lui disse: - Ti ringrazio, gentile fratello, di inviare Bernardo in cielo. Vuoi usare la stessa cortesia anche a noi?
La risposta di lui fu l'ordine di decapitare le sorelle. I Mori sono spietati quando si tratta di cristiani. Così le spade eseguirono l'ordine di Almanzor, anche se le teste mozzate appartenevano a due belle donne.

Alzira

La storia appare irreale, quasi fantastica. Non si potrebbe accettarla altro che come una leggenda commovente, se non esistessero due fatti indiscussi. In Catalogna c'è oggi - o almeno c'era prima della Rivoluzione Spagnola del 1936-1939 - una tomba, sulla quale ogni anno innumerevoli pellegrini vanno a pregare fiduciosi un Santo che, così assicurano, fu più che generoso, fu magnanimo. Lo chiamano S. Bernardo di Alzira. Se chiedete qualche notizia sulla sua vita, vi diranno solamente che fu un Moro di nome Amed il quale divenne monaco Cistercense nel monastero di Poblet. L'altro fatto è fondato su una roccia ancor più solida, che nessuna rivoluzione potrà mai travolgere. Esso riposa sul granito possente che è la pietra angolare dell'infallibile Chiesa Cattolica. Il 1° Giugno di ogni anno, in tutto l'Ordine Cistercense, monaci e suore si prostrano in preghiera per cantare l'Ufficio Divino in onore di Bernardo, Maria e Grazia, i Mori che diedero a Cristo “misura per misura”. La preghiera di quell'Ufficio chiede il dono dell'amore, dell'amore che li rese capaci di sopportare le prove del tempo in un modo tale da meritare l'eternità. Per centinaia di anni questa era stata la gioia dell'Ordine di Citeaux, ma fu solo nel 1701 che la Chiesa dichiarò questi tre Mori “Beati”.

Da "Queste donne camminarono con Dio" M. RAYMOND o. c. s. o.
factum @ 11:21 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
mercoledì, 23 maggio 2007 | in : meditazioni, opposti
"Non si può volere il bene di qualcuno
Se non si vuole bene a qualcuno"


bjork

La teoria ci ammazzerà!
factum @ 12:13 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, 21 maggio 2007 | in : aaargh
Dopo l'ADSL (il mese scorso) mi hanno tolto il telefono, da venerdì a casa non funziona più niente, i due telefoni e il vecchio modem, sarà colpa di un nuovo abbonamento che ho sottoscritto?

Nel frattempo sto andando con un collegamento di fortuna...

lento
factum @ 15:29 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
giovedì, 17 maggio 2007 | in : segnalazioni, aaargh
A stoccarda i Focolarini hanno organizzato il congrasso "Insieme per l'Europa".
Grande iniziativa curioso ho letto due interventi, bellissimo quello di Chiara Lubich.

Sono un po' meno entusiasta di quello riportato in parte qua sotto.

I commenti in rosso sono i miei
Spero di non aver mancato di rispetto a nessuno, sopratutto ai miei amici Focolarini.

Focolari


Dall'Intervento del Presidente del consiglio, Romano Prodi, a Stoccarda – 12 Maggio 2007

 
...Parole per i cristiani in Europa

Ecco le parole che i cristiani sono chiamati a consegnare all’Europa con la loro testimonianza e con la loro vita: l’unità, la fraternità, la riconciliazione e la pace.

L’Unita’ - L’unità è innanzi tutto l’appello all’unità dei cristiani. Le chiese in Europa sono chiamate a riconoscere le loro divisioni per intraprendere il cammino faticoso e doloroso dell’unità.

In questo modo saranno seme di unità per tutta l’Europa, nel pieno riconoscimento gli uni degli altri. Il cammino dell’unità coglie le radici non nel passato ma nel futuro.
 
(Radici nel futuro? Un paradosso? E delle radici cristiane? Compreso Cristo? Nel futuro? Io ne ho bisogno oggi!)

 La Fraternità - C’e’ una domanda di fraternità che l’Europa pone a tutti noi. Fraternità verso gli immigrati, verso gli abbandonati, verso le minoranze rifiutate come gli zingari, verso i fratelli delle altre religioni

 
(Io ho bisogno di Fraternità, non sono zingaro, immigrato e sono cattolico, se so cosa è la fraternità e la sperimento solo così posso portarla agli altri.)

 
La Riconciliazione - La riconciliazione è possibile se lavoreremo per costruire nuovi ponti di cooperazione tra sud e nord del mondo, tra Europa ed Africa, tra Israele e Palestina, in Irak, in Afghanistan. Una cooperazione per la riconciliazione. La vera sfida oggi nei confronti degli stati non è vincere ma riconciliare.

 
(Sperando che ci sia dall’altra parte uguale apertura, il dialogo c’è tra chi lo vuole)

 
La pace - E infine la pace. La pace attraversa e si sostanzia delle quattro parole precedenti. Bonhoeffer parlava di osare la pace. E’ necessario osare anche oggi la pace, sapendone portare la fatica.

 
(La pace, parola abusata, osiamo la pace sì, se riconosciamo tutto come un dono, di cui non siamo padroni, e la fatica ci sarà perché è difficile riconoscere che non è il nostro progetto che vince.

“Oh Signore fa di me uno strumento della Tua pace”)

 
Una figura di cristiano

Permettetemi di concludere ricordando un cristiano italiano di grande profilo europeo, grande servitore dello Stato Nino Andreatta, morto poche settimane fa. Per me un maestro e un amico. Commemorandolo in parlamento, ho sottolineato la sua straordinaria testimonianza di laicità e di fede convinta, una testimonianza senza ostentazioni. Diceva Andreatta: ”Ciascuno attinge alla sapienza e cerca di tradurla in azione senza la sacrilega intenzione di coinvolgere Dio nelle sue scelte”. In lui la laicità era la forma più alta di anti-ideologia, di antifondamentalismo, di antiassolutismo. Un metodo e un habitus.

Lo consegno a voi con le parole autorevoli del Concilio Vaticano II, a cui aveva aderito con grande convinzione: ”La coscienza – dice la Gaudium et Spes - e’ il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria. Nella fedeltà alla coscienza, i cristiani si uniscono agli altri uomini per cercare la verità e per risolvere secondo verità problemi morali, che sorgono tanto nella vita dei singoli che in quella sociale”.

Non dimenticate queste parole.

 
Ne manca un pezzo che non possiamo nascondere!  Dove la coscienza non è intimistica ma dentro un progetto più grande!
 

Gaudium et Spes Originale

16. Dignità della coscienza morale.

 Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire. Questa voce, che lo chiama sempre ad amare, a fare il bene e a fuggire il male, al momento opportuno risuona nell'intimità del cuore: fa questo, evita quest'altro.

 L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al cuore; obbedire è la dignità stessa dell'uomo, e secondo questa egli sarà giudicato. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell'intimità.

Tramite la coscienza si fa conoscere in modo mirabile quella legge che trova il suo compimento nell'amore di Dio e del prossimo. Nella fedeltà alla coscienza i cristiani si uniscono agli altri uomini per cercare la verità e per risolvere secondo verità numerosi problemi morali, che sorgono tanto nella vita privata quanto in quella sociale. Quanto più, dunque, prevale la coscienza retta, tanto più le persone e i gruppi si allontanano dal cieco arbitrio e si sforzano di conformarsi alle norme oggettive della moralità. Tuttavia succede non di rado che la coscienza sia erronea per ignoranza invincibile, senza che per questo essa perda la sua dignità.

 Ma ciò non si può dire quando l'uomo poco si cura di cercare la verità e il bene, e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito all'abitudine del peccato.

factum @ 17:01 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
mercoledì, 16 maggio 2007 | in : segnalazioni

Andando al lavoro pensavo al Family Day di sabato e all'unità del popolo cristiano, e pur non essendo la stagione mi è venuta in mente una canzone sul presepe, ma c'è una stagione per Gesù?


"Mò che vviene Natale i presepe se scetano:
dint'a carta e ggiurnale nun ce vonno sta cchiù."

Claudio Chieffo "O' Presepe"

Forum



Segnalo una nuova canzone che Claudio ha scritto nonostante la malattia
qui un anteprima

Chieffo

 

factum @ 09:06 | commenti (11)(popup) | commenti (11)
lunedì, 14 maggio 2007 | in : meditazioni, miracoli
Non sono mai riuscito a leggere queste parole senza sentire una stretta al cuore.

Family Day 2007

family day

"Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo;
per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.
Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;
perché tutti siano una sola cosa.
Come tu, Padre, sei in me e io in te,
siano anch'essi in noi una cosa sola,
perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro,
perché siano come noi una cosa sola.
Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità
e il mondo sappia che tu mi hai mandato
e li hai amati come hai amato me."
Gv 17 15,22
factum @ 11:22 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
venerdì, 11 maggio 2007 | in : favole
Una mamma e un bambino stanno camminando sulla spiaggia.
Ad un certo punto il bambino chiede: "Come si fa a mantenere un amore?"
La mamma guarda il figlio e poi gli risponde: "Raccogli un po' di sabbia e stringi il pugno..."
Il bambino stringe la mano attorno alla sabbia e vede che più stringe
piu' la sabbia gli esce dalla mano. "Mamma, ma la sabbia scappa!!!"
"Lo so, ora tieni la mano completamente aperta... "
Il bambino ubbidisce, ma una folata di vento porta via la sabbia rimanente.
"Anche cosi' non riesco a tenerla!"
La mamma sempre sorridendo: "Adesso raccogline un altro po' e tienila nella mano aperta
come se fosse un cucchiaio...
abbastanza chiusa per custodirla e abbastanza aperta per la liberta' ".
"Il bambino riprova e la sabbia non sfugge dalla mano ed e' protetta dal vento.
"Ecco come far durare un amore..."
(Anonimo)

sabbia
factum @ 18:44 | commenti (4)(popup) | commenti (4)

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