mercoledì, 28 febbraio 2007 | in : segnalazioni
Premetto che non sono un critico d'arte, solo un appassionato che ha fatto una scoperta.
Tutti almeno una volta hanno visto il famoso quadro di Van Gogh "Fist steps (after Millet)" dove è raffiguarato un bimbo che compie i primi passi della sua vita.
Va verso il padre, il quale lasciata a terra la vanga, sospende il suo lavoro, per accogliere il figlio nella sua prima impresa.
La madre lo sostiene amorosamente e discretamente, lasciando che vada, non è ancora il figlio che si lancia nella vita ma è già un inizio.
Ho avuto la fortuna di vedere questo quadro in una mostra questa estate a Martigny in Svizzera, e posso dire he nessuna foto rende i colori del quadro, ma questo è tipico di Van Gogh: i verdi e gli azzurri sono molto più pastello e i vestiti dei protagonisti cromaticamente sono una cosa sola con il resto del quadro,   sono dello stesso colore del cielo, quasi un riflesso.
Mi ha impressionato il cespuglio di fiori rossi che sta alla sinistra del bambino, è quello il vero centro del quadro, come se tutto compreso l'affetto delle persone ruotasse attorno quell'unica cosa cromaticamente diversa: un rosso che c'è solo in quel punto.
Non c'è foto che renda bene questo rosso.

Posso dire che i fiori rossi erano lì prima e ci saranno anche dopo l'abbraccio con il padre, quando tutti se ne sono andati, stranamente tolgono il sentimentalismo alla scena riportando l'affetto non al centro ma a un centro.
Così come la carriola sull'estrema sinistra bilancia il disegno e gli da peso così il fiore rosso non ti fa distrarre, focalizza la scena, la tiene insieme.
Il fiore rosso più vicino al figlio che al padre, è al centro delle loro braccia protese.
A un primo sguardo questo quadro esprime il rapporto di affetto e di bene della famiglia,  che bello però scoprire che questo bene ha un centro, non sempre così visibile, ma presente, il fiore c'è, possiamo ignorarlo ma tutto tende a lui.
Troppo facile fare un analogia, a questo punto, ma non sapendo come la prenderebbe Vincent sono affari vostri.

Qui sotto l'originale di Millet, ripreso da Van Gogh: è senza il fiore rosso.

Qui il link del particolare del fiore. Anche in alta risoluzione 4Mega.

Poco prima della nascita del nipote Vincent Willem,
nella lettera 611, Van Gogh scrive a Theo:
Ah, certo che ora tu sei in pieno nella natura,
dato che scrivi che Jo sente già vivere il bambino –
è ancora più interessante del paesaggio
e sono molto contento di questo cambiamento per te.
Come è bello il Millet, I primi passi di un bambino!

factum @ 11:05 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, 26 febbraio 2007 | in : segnalazioni, aaargh

Guardate cosa ho visto tornando a casa dal lavoro.

Un sexy-shop un po' troppo invadente e il meccanico-carrozziere a fianco che si è difeso con un affresco (una pietà) sul muro confinante.

Ho ingrandito il particolare togliendo un po' di pubblicità al locale.

Sotto Natale era uno spettacolo: tutto illuminato con una corona di luci.


 

sex

factum @ 11:00 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
venerdì, 23 febbraio 2007 | in : segnalazioni, miracoli
«A volte è come se nessuno riconoscesse il Signore,
perché tutte le teste sono ripiegate sugli errori propri e altrui,
sui propri problemi e progetti.
Sembra che sia insostenibile la fatica di rialzare lo sguardo
da sé a quella Presenza.
Così Cristo non riesce a mobilitare niente veramente di noi,
non gli diamo gloria.
Si pensa a Cristo e si fa in nome di Cristo,
ma non si riconosce Signore risorto,
vittorioso e presente».
Una universitaria

muta
factum @ 14:33 | commenti (12)(popup) | commenti (12)
mercoledì, 21 febbraio 2007 | in : musica

E i cau boi vànn giò a Milan
cun la cravata e la giacchetta blu
cercano i sogni de segùnda màn
cercan le donne che han visto alla tivù...

 

 sss


Nella valle dei semafori
dove crescono i telefoni
ti confessi nei citofoni
e anche Dio... el ciàpa el metro'...

Davide Van de Sfroos

factum @ 14:16 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
domenica, 18 febbraio 2007 | in : poesie
Io ho visto Dio
ma non posso dirlo

Io ho visto Dio
l'ho riconosciuto
ma non posso dirlo

Mi rispondereste:
non è possibile,
mi chiedereste di dimostrarlo:
non è possibile,
vorreste vederlo anche voi:
non so come fare.

Io ho visto Dio
e la cosa più triste
è che non so a chi dirlo:
"forse hai visto qualcosa
a me non è successo".

ma

Io ho visto Dio
era lì
per chiunque avesse
guardato da quella parte...

Io ho visto Dio
non è colpa mia
non ha spostato le montagne
lo avesse fatto
non sarebbe cambiato nulla


Io ho visto Dio
e se la montagna
si fosse spostata
sarebbe un evento da
inserire nelle
manifestazioni straordinarie
della natura, che
accadono con bassa
frequenza dovute
a una particolare
coincidenza di fattori
e che comporta una minima
alterazione dell'ecosistema
mondiale.

Io ho visto Dio
anche se non era come volevo
anche se ho fatto di tutto
perchè non accadesse
anche se il cuore si spezza
perchè non doveva essere così

Io ho visto Dio
era bello
ma non posso dirlo

Io ho visto Dio
vorrei avere la lingua dei poeti
il volto buono dell'amico
il genio che ti fa vibrare dentro
e ti fa capire tutto

Io ho visto Dio
a non dirlo
mi piange il cuore
gelo
factum @ 13:11 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
venerdì, 16 febbraio 2007 | in : meditazioni, opposti
"Bisogna partire pieni già alla mattina.
Altrimenti se si parte svuotati si va a dormire peggio
e il giorno dopo si riparte da quel peggio.
E' semplice basta alla mattina dire Ciao Gesù"
Claudio monaco

gatto

"E' semplice e vero
tanto che alla mattina dico Ciao Gesù ad alta voce
così lo sente e lo pensa
anche mio marito."
Mina un amica
factum @ 00:01 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
mercoledì, 14 febbraio 2007 | in : meditazioni, aaargh
Perchè devo stare male?
male
factum @ 13:21 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
martedì, 13 febbraio 2007 | in : segnalazioni, aaargh
Nell'educazione degli adolescenti Claudio Risè nel suo Blog scrive:

"Nessuna attenzione poi prestiamo ai colori, dei Cd, dei poster e della magliette, di evidente rimando al mondo perturbato e disturbato del satanismo. Vivere il proprio sviluppo, anche sessuale, in un universo dominato dal nero della tenebra, e del rosso delle fiamme, o del sangue (spesso anche rappresentati), è diverso che crescere in un mondo, anche di vestiti, di giochi e di oggetti, che dia spazio al giallo della luce, al blu del cielo, o al colore dei prati."


dark
factum @ 14:52 | commenti (5)(popup) | commenti (5)

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