lunedì, 29 gennaio 2007 | in : meditazioni

“Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto, quando eri sotto il fico.”

 

Nessuno ha mai saputo cosa è successo sotto quell’albero a Natanaele.


Cosa succede sotto il nostro?


fico strangolatore

 

factum @ 18:49 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
sabato, 27 gennaio 2007 | in : musica
Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti

Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire

(Mogol/Celentano)


arc
factum @ 15:23 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
giovedì, 25 gennaio 2007 | in : meditazioni
Ho partecipato ad un incontro con Esturo Sotoo, lo scultore che prosegue l'opera di Gaudì: la costruzione della Sagrada Famiglia a Barcellona.  Entusiasmante!
Posto alcune osservazioni da un intervento al Meeting nel 2005.

Sappiamo bene che il pianeta su cui viviamo, la Terra,
è un pezzo di pietra che galleggia (...) 

Quindi io ho cercato di seguire la strada
laddove potessi trovare una maggiore cultura della pietra (...)
e ho trovato la Sagrada Famiglia, che mi ha presentato Gaudì,
che è deceduto ma continua a vivere proprio all’interno della pietra. 

Questo è successo 27 anni fa.

gaudi


Trovare Gaudì attraverso la pietra non era certo un compito agevole
ma era l’unica strada che si poteva seguire.

Ripeto io sono uno scultore, devo fare esattamente come voleva fare Gaudì.
La domanda che mi faccio ogni giorno è di chiedere,
guardando la pietra: “Signor Gaudì che cosa devo fare ?”.

Questa è stata tutta la mia esistenza.
Dopo aver trovato tutti i dati, i documenti,
le idee di Gaudì ho capito che non ero ancora riuscito a toccare Gaudì.

Un giorno mi sono reso conto che non bisognava guardare Gaudì
ma bisognava guardare nella direzione in cui guardava Gaudì,
cercare di arrivare laddove desiderava arrivare Gaudì.

Questo è stato il momento magico perché in quel momento preciso,
Gaudì è entrato in me e io in lui.

A questo punto mi sono sentito pieno di libertà.
factum @ 10:46 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
mercoledì, 24 gennaio 2007 | in :

Un altro maestro è tornato dal Padre, l'Abbé Pierre.

Ho un piccolo ricordo di lui, mi veniva indicato da ragazzo in oratorio come esempio, una delle tante testimonianze di possibilità del cristianesimo.

"un uomo folgorato da san Francesco all’Eremo delle Carceri a soli sedici anni, tanto da entrare nella clausura dei cappuccini, non dopo aver distribuito ai poveri la sua parte di eredità, lui nato benestante, quinto figlio di un mercante di seta di Lione."

"Homme de combat" diceva Il Foglio ieri.

pierre

Ho scelto questa foto perchè anch'io ho fatto raccolta di carta per i poveri.

factum @ 09:29 | commenti (popup) | commenti
martedì, 23 gennaio 2007 | in : meditazioni, miracoli

Rispondo al post di un altro Blog.
Ieri mi è capitato di sentire la testimonianza di Carlo Castagna col suo perdono riguardo la strage di Erba.
Riporto brevi frasi:

"Durante quella breve cerimonia nonno Carlo ha ricordato come al pomeriggio Youssuf saliva sul carrello elevatore della azienda di mobili della famiglia Castagna «e si divertiva a farsi sollevare fino a quattro metri da terra. Era davvero felice in quei momenti. Mi ripeteva: nonno più in alto, più in alto»."

"Carlo Castagna da quella sera dell’11 dicembre ha sempre mantenuto un dolore composto, tuttavia ha spiegato che «il mio cuore sta piangendo, ma so che sono nella luce di Dio. Un Dio che accomuna queste religioni che daranno la forza per intraprendere un cammino di comprensione e di reciproca fraternità di cui il mondo ha bisogno»."

Un mio amico durante una chiacchierata sulla bellezza mi corresse dicendo "Non è vero che certe persone sono brutte, questo è vero se per te non rappresentano niente, ho degli amici con cui l'amicizia è talmente intensa e vera che sono belli, starei a guardarli per ore, starei con loro per ore."

Ieri, pur nel dolore, ho visto questa bellezza in Carlo Castagna.
Nel suo cattolicesimo quotidiano e non intellettuale, nella semplicità, ha detto cose dell'altro mondo, che il cuore di chi era lì desiderava fossero, anche in questo mondo.

Solo il genio, che ha ricevuto un dono grande, è paragonabile a chi ha ricevuto una grazia grande.

croce

factum @ 10:29 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
domenica, 21 gennaio 2007 | in : aaargh

Visto che vanno di moda i giochini sul Blog ne posto uno serio, è preso dal Blog di G.Contri uno psicanalista di Milano, invito a giocare tutti, si accettano i commenti (ma non la catena di S.Antonio).
  
 
Siamo appena andati alle nozze di due amici, o conoscenti.
Si amano?, come possiamo saperlo?
Che loro lo dicano non vale nulla, lo sappiamo da millenni.
Che si facciano regali e sacrifici è sempre sospetto.

E allora come sapere?
    
Aspettiamo sei mesi, massimo dodici, per osservare, che cosa?: non l’eventuale nascita del bambino, che come tale non è il segno dell’amore (riparlerò presto di questo antico e terribile errore).
 
Osserviamo, dal pubblico e non con spionaggio interno, d’alcova o comunque intra moenia:
 
che sono diventati più svegli (o “intelligenti”), oppure no;
che sono diventati più belli (non “belli dentro”), anche in abbigliamento, gusti…, nell’abitazione compresa, oppure no;
che parlano più riccamente, oppure no;
che hanno acquisito novità intellettuali, e politiche, oppure no;
che trattano meglio gli amici, attuali e potenziali, oppure no;
che sono cresciuti, anche con variazioni, nel lavoro - anzi, che hanno bonificato la loro tradizionale idea di lavoro -, oppure no;
che il loro conto in banca è più promettente, oppure no;
che gli amici non devono intervenire a fare i pompieri di incendi coniugali (come i preti da secoli), oppure sì;
che non si ostacolano nelle nuove idee che nascono autonomamente in ciascuno - ossia che essi non partono dall’obiezione reciproca sia pure “a fin di bene” -, oppure sì.
aggiungete ogni altro indice di incremento di ricchezza, e di non decremento di essa (terremoti o tsunami, anche economico-sociali, a parte);
correggete pure in meglio le precedenti formulazioni, aumenterà il sapere;
osservate che, per una volta, in questa lista i sessi non sono neppure menzionati (anzitutto nella lugubre forma verbale del “debito coniugale”).
 
Ora sappiamo che si amano, o non si amano (qui parlo con tolleranza per il corrente e riflessivo amar“si” come sposar“si”).
 
Noi psicoanalisti serviamo questo sapere, il passaggio a esso: il che ci rende perfino antidivorzisti (il divorzio interiore è la regola di molti antidivorzisti).
 
I nostri primi nemici sono coloro che brandiscono la parola “amore” senza riscontro nel profitto, o “centuplo”.
  
     Milano, 12 gennaio 2007

m'ama

factum @ 23:06 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
venerdì, 19 gennaio 2007 | in : meditazioni
E' un modo di dire, a volte spesso si dice dopo una delusione, una sconfitta.
E' capitato anche a me di dirlo. "Ci ho messo l'anima ma le cose vanno diversamente."
Ma si può metterci l'anima senza perderla? Mi spiego, possiamo noi veramente dire questo?

L'anima è quello che ci muove, quello che ci sostiene, quello che ci spinge.

Se l'anima è cosa nostra, allora possiamo metterla dove vogliamo.
Mettere l'anima dove vogliamo vuole anche dire che oltre ad esserne il padrone, vuoi essere padrone anche dell'esito di questa tua operazione.
E questo non è possibile perché non sei padrone del gioco.
Esempio se sei primatista del 100 metri anche se ci metti l'anima tra vent'anni non lo sarai più, e quando lo scoprirai ci perderai l'anima, il fisico non regge il tempo e il tuo sogno svanisce e con esso ciò che lo ha animato.

Allora le soluzioni che ho sperimentato sono due: o riduci il desiderio per cui ci metti l'anima ma non pretendi più il record, oppure metti nella situazione tutte le tue energie, e cerchi con tutte le tue forze il record ma l'anima è per chi ti te l'ha data, la usi ma non la metti nelle cose che fai, fossero anche le più nobili, la tua famiglia, la tua bella, il tuo lavoro, strutturalmente non possono contenerla.

L'unica cosa che può contenere l'anima è chi l'ha fatta, chi ama chi ha fatto la sua bella famiglia non la perde, chi ama chi ha fatto la sua bella non la perde, chi ama chi c'è dentro il suo lavoro non si perde, perché ama lo stesso che ha fatto l'anima.

Il record sarà sempre diverso perché non sei più il padrone.
L'anima non la potrai perdere perché non dipende più dal record ma da chi te l'ha data, e la lascerà a te fino all'ultimo battito del cuore.

Attenzione, perché dagli occhi si capisce dov'è l'anima.
Attenzione perché gente così viene vista, nel bene e nel male.

Etimo

factum @ 08:11 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
giovedì, 18 gennaio 2007 | in :

Mi accorgo di non avere
più risorse, senza di te.

Allora io quasi quasi
prendo il treno
e vengo, vengo da te.

(P.Conte/Celentano)

 

cmpagnia

factum @ 08:56 | commenti (8)(popup) | commenti (8)

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