“Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto, quando eri sotto il fico.”
Nessuno ha mai saputo cosa è successo sotto quell’albero a Natanaele.
Cosa succede sotto il nostro?

“Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto, quando eri sotto il fico.”
Nessuno ha mai saputo cosa è successo sotto quell’albero a Natanaele.
Cosa succede sotto il nostro?



Un altro maestro è tornato dal Padre, l'Abbé Pierre.
Ho un piccolo ricordo di lui, mi veniva indicato da ragazzo in oratorio come esempio, una delle tante testimonianze di possibilità del cristianesimo.
"un uomo folgorato da san Francesco all’Eremo delle Carceri a soli sedici anni, tanto da entrare nella clausura dei cappuccini, non dopo aver distribuito ai poveri la sua parte di eredità, lui nato benestante, quinto figlio di un mercante di seta di Lione."
"Homme de combat" diceva Il Foglio ieri.

Ho scelto questa foto perchè anch'io ho fatto raccolta di carta per i poveri.
Rispondo al post di un altro Blog.
Ieri mi è capitato di sentire la testimonianza di Carlo Castagna col suo perdono riguardo la strage di Erba.
Riporto brevi frasi:
"Durante quella breve cerimonia nonno Carlo ha ricordato come al pomeriggio Youssuf saliva sul carrello elevatore della azienda di mobili della famiglia Castagna «e si divertiva a farsi sollevare fino a quattro metri da terra. Era davvero felice in quei momenti. Mi ripeteva: nonno più in alto, più in alto»."
"Carlo Castagna da quella sera dell’11 dicembre ha sempre mantenuto un dolore composto, tuttavia ha spiegato che «il mio cuore sta piangendo, ma so che sono nella luce di Dio. Un Dio che accomuna queste religioni che daranno la forza per intraprendere un cammino di comprensione e di reciproca fraternità di cui il mondo ha bisogno»."
Un mio amico durante una chiacchierata sulla bellezza mi corresse dicendo "Non è vero che certe persone sono brutte, questo è vero se per te non rappresentano niente, ho degli amici con cui l'amicizia è talmente intensa e vera che sono belli, starei a guardarli per ore, starei con loro per ore."
Ieri, pur nel dolore, ho visto questa bellezza in Carlo Castagna.
Nel suo cattolicesimo quotidiano e non intellettuale, nella semplicità, ha detto cose dell'altro mondo, che il cuore di chi era lì desiderava fossero, anche in questo mondo.
Solo il genio, che ha ricevuto un dono grande, è paragonabile a chi ha ricevuto una grazia grande.

Visto che vanno di moda i giochini sul Blog ne posto uno serio, è preso dal Blog di G.Contri uno psicanalista di Milano, invito a giocare tutti, si accettano i commenti (ma non la catena di S.Antonio).
Siamo appena andati alle nozze di due amici, o conoscenti.
Si amano?, come possiamo saperlo?
Che loro lo dicano non vale nulla, lo sappiamo da millenni.
Che si facciano regali e sacrifici è sempre sospetto.
E allora come sapere?
Aspettiamo sei mesi, massimo dodici, per osservare, che cosa?: non l’eventuale nascita del bambino, che come tale non è il segno dell’amore (riparlerò presto di questo antico e terribile errore).
Osserviamo, dal pubblico e non con spionaggio interno, d’alcova o comunque intra moenia:
che sono diventati più svegli (o “intelligenti”), oppure no;
che sono diventati più belli (non “belli dentro”), anche in abbigliamento, gusti…, nell’abitazione compresa, oppure no;
che parlano più riccamente, oppure no;
che hanno acquisito novità intellettuali, e politiche, oppure no;
che trattano meglio gli amici, attuali e potenziali, oppure no;
che sono cresciuti, anche con variazioni, nel lavoro - anzi, che hanno bonificato la loro tradizionale idea di lavoro -, oppure no;
che il loro conto in banca è più promettente, oppure no;
che gli amici non devono intervenire a fare i pompieri di incendi coniugali (come i preti da secoli), oppure sì;
che non si ostacolano nelle nuove idee che nascono autonomamente in ciascuno - ossia che essi non partono dall’obiezione reciproca sia pure “a fin di bene” -, oppure sì.
aggiungete ogni altro indice di incremento di ricchezza, e di non decremento di essa (terremoti o tsunami, anche economico-sociali, a parte);
correggete pure in meglio le precedenti formulazioni, aumenterà il sapere;
osservate che, per una volta, in questa lista i sessi non sono neppure menzionati (anzitutto nella lugubre forma verbale del “debito coniugale”).
Ora sappiamo che si amano, o non si amano (qui parlo con tolleranza per il corrente e riflessivo amar“si” come sposar“si”).
Noi psicoanalisti serviamo questo sapere, il passaggio a esso: il che ci rende perfino antidivorzisti (il divorzio interiore è la regola di molti antidivorzisti).
I nostri primi nemici sono coloro che brandiscono la parola “amore” senza riscontro nel profitto, o “centuplo”.
Milano, 12 gennaio 2007


Mi accorgo di non avere
più risorse, senza di te.
Allora io quasi quasi
prendo il treno
e vengo, vengo da te.
(P.Conte/Celentano)
