sabato, 30 dicembre 2006 | in : aaargh

Accetto di giocare al giochino suggerito da Nihilalieno:

Piglia il libro più vicino, vai a pagina 123, conta cinque frasi e riporta qui le successive tre.

Allora visto che di recente sono cadiuti in testa a mia figlia diversi libri dalla libreria l'ordine si è scomposto, il primo dei rimessi su a caso è "Il mio nome è Herbert Fanucci" di Davide Van De Sfroos, per chi non lo conosce un cantante-scrittore del lago di Como:

"Ma chi cavolo sei? Jet-Li? E da dove hai imparato queste cose? A scuola di giornalismo?"

"Noooo... Le insegnano i frati della Madonna del Soccorso, dopo la messa... Dovresti andare a quelle lezioni, qualche volta!"

Il Cuez ride e cerca di divincolarsi, ma inutilmente - e allora attacca a sparare cazzate.

Ecco fatto chiamo a giocare, se lo desiderano, AnnaV., Dark44 e Brucewayne, e così l'anno nuovo  inizierà con il farsi dei nemici...
Comunque buon 2007
factum @ 22:50 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
venerdì, 29 dicembre 2006 | in : meditazioni
Ho cambiato template e fotografia.
 
La foto che vedete è della cappella di Chateau Verdun a Saint-Oyen (Ao) l’ospizio oggi ritornato ad essere un ostello, grazie ai canonici del Gran San Bernardo che già lo possedevano nove secoli fa , quello per intenderci dove è stata nascosta Maria (Wika) la ragazzina Bielorussa.
 
Mi piace questa cappella, c’è il tabernacolo che è stato ricavato dal forno per il pane, lo vedete sulla destra, l’altare è il tavolo da lavoro dei falegnami, molte cose in quella cappella sono di uso quotidiano e di lavoro.
 
Quando si offre a Dio durante la giornata il momento difficile, il momento bello, la gioia, il dolore, il lavoro, è la stessa offerta che nella messa viene trasformata nel corpo e sangue di Gesù.
 
E la dimenticanza di questa offerta rende la vita più sola e triste.
factum @ 15:27 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
martedì, 26 dicembre 2006 | in : natale, meditazioni
Nel giorno di Natale i negozi i supermercati e i mercati si sono fermati, svuotati,
le Chiese hanno parlato, hanno annunciato che nel mondo è venuta la Speranza.

Dopo la Speranza, nella Speranza, la persecuzione:

"E' difficile per coloro che non hanno mai conosciuto persecuzione,
E che non hanno mai conosciuto [perciò] un cristiano.
Credere a questi racconti di persecuzione cristiana."
Eliot



Perchè pur se perseguitati lo seguivano?



Ste
factum @ 18:04 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
sabato, 23 dicembre 2006 | in : natale

Con i colleghi abbiamo con AVSI in sostegno a distanza due bambini Olga del Burundi e Leonardo del Brasile.

Olga ci ha scritto, vi posto la lettera quale miglior augurio di Natale:


Caro padrino,

Vi abbraccio, augurandovi la pace di Dio.

Sto bene e spero che lo siate anche voi.

Sono molto contenta di ricevere la vostra lettera e sono stata anche molto contenta per il modo con cui mi avete presentato ai colleghi. Saluto anche loro. Attraverso la lettera ho percepito quanto voi amate me e mia madre. Grazie anche per presentarmi mio fratellino Leonardo del Brasile, continuerò a pregare per lui e spero che Gesù lo guarisca. Prego volentieri per gli altri bambini in difficoltà o malati che conosco e per gli altri, e anche per gli adulti. Mi è molto piaciuta la bambina di cui mi avete parlato Nennolina. Che essa sia il mio esempio! Scriverò anch’io una lettera a Gesù pregando per Leonardino e per voi affinché Dio continui a guidarvi in tutte le vostre attività e che vi conceda molte benedizioni. Prego anche per quelli che non conoscono Dio, affinché vedano la sua luce.

Quest’anno scolastico 2006-2007 entro nella 6^ primaria. Ho già avuto tutto il materiale scolastico necessario, come me l’avete inviato e vi ringrazio molto.

Vi prometto di studiare con serietà e impegno, con l’obbiettivo di farvi piacere, perché vi date molto per me. D’altra parte, lavorare bene in classe è un onore anche per me e mi fa piacere soprattutto perché presto inizierò la scuola secondaria che comincia dalla 7^.

Termino augurandovi la pace nelle vostre attività e tra i vostri cari.

Vi ringrazio.

La vostra bambina che non vi dimenticherà mai.

Olga

Aggiungo una foto di questa sera, per chi conosce i posti.


nat
factum @ 23:00 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
giovedì, 21 dicembre 2006 | in : segnalazioni

Fatevi avanti, monache e monaci,
famiglie in carne e sangue d'amore.
Santi, poeti, eroi, navigatori astrali.
La nuova età di mezzo è già in atto.
Tocca a voi l'onere e l'onore di traghettarla al poi.
Ne sarete capaci, di buon grado,
se l'amerete per quella che è. La vostra età.
Il tempo dell'amore a chi lo fa
e della castità per chi in cuor suo d'altro interesse sa.
Un giorno dopo l'altro e le notti.
Il tempo del lavoro e il tempo di preghiera. Sereni.
Contenti. Ora et labora.

G.L.Ferretti - Reduce

Mano

 

factum @ 09:44 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
martedì, 19 dicembre 2006 | in : segnalazioni
E' stata inviata a La Stampa da un mio amico non so se è poi stata pubblicata, la pubblico io
Torino, 17.12.2006
 
Caro direttore;
Mi permetto di scriverle per la situazione che riguarda il carissimo ammalato Pier Giorgio Welby.
Da più di 20 seguo gli ammalati terminali in vari ospedali della città di Torino.
Il primo impatto fu 21 anni fa nel mondo dell’allora sconosciuto AIDS, seguirono gli ammalati oncologici e oggi sono in un reparto di riabilitazione.
Nel frattempo ho iniziato a frequentare un master post-laurea in Bioetica.
Vengo a Piergiorgio.
Da settimane ormai la storia di quest’uomo è nelle prime pagine di tutti i quotidiani, a volte è l’articolo cardine dei TG.
Ora mi chiedo perché non viene data la stessa dignità alle decine di migliaia di persone che eroicamente ogni giorno combattono per riaffermare la vita.
Perché non facciamo veglie per incrementare i servizi di assistenza a domicilio?
Perché non facciamo veglie per incrementare la sperimentazione di nuovi antidolorifici?
Perché non chiediamo alle strutture ospedaliere di permettere agli amici e parenti di malati terminali di poter stare più tempo con i loro cari, oltre il cosiddetto orario ospedaliero?
Mi sembra ipocrita una cultura che fa la maratona per raccogliere i sodi per combattere una malattia, e poi chiede di uccidere le persone che di questa malattia sono portatrici.
Per cortesia educhiamo i nostri giovani alla cultura della vita.
Si può soffrire con dignità e centinaia di nostri pazienti lo hanno dimostrato e lo stanno dimostrando.
Nessuno di loro occupa le prime pagine dei giornali, nemmeno se si chiamano Bruno Lauzi, Fabrizio De Andrè …..
Chiediamo pari dignità anche per il dolore.
Grazie
Per l’Associazione Hospitale
Mignoni dott. Giorgio


Aggiornamento:
Oggi Pier Giorgio Welby è morto, preghiamo per lui e per tutti quelli che soffrono.
factum @ 08:46 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
sabato, 16 dicembre 2006 | in : musica
Non credo si sappia molto in giro, ma la struttura delle canzoni napoletane classica è tripartita, fatta con tre strofe più l'eventale ritornello, che può variare nel testo.

Molte canzoni per motivi discografici non potevano avere più di una certa durata, dovuta sia al supporrto che le conteneva (i vecchi 78 giri), oppure semplicemente se erano troppo lunghe si pensava stufassero (max quattro minuti) e i dischi non vendevano.

Risultato veniva tagliata una strofa, normalmente la terza, e poichè la canzone veniva concepita con tre strofe si perdeva in bellezza e il senso.

Sia Voce 'e notte che Luna nova hanno subito queste mutilazioni.

La seconda in particolare, ha il senso completamente stravolto, Dulce Pontes con l'Orchestra italiana (Arbore) ne hanno dato una magistrale versione, ma hanno oscurato la terza strofa eppure i mezzi tecnici sono ormai diversi d'allora.

La storia è semplice un marinaio si addormenta mentre pesca, e sogna la sua innamorata, e dice alla luna d'argento: non svegliarlo (è così bello il momento).
Fermiamoci qui! A suo tempo per motivi discografici, oggi per un momento estetico e di fuga dalla realtà.

In effetti nel seguito viene fatto il paragone tra il marinaio e Napoli:
 
Comm'a nu suonno de marenare, Come un sonno di marinaio
tu duorme, Napule, viat'a a te...    Tu dormi, Napoli, beato te
Duorme ma, 'nzuonno, lacreme amare, Dormi ma, nel sonno, lacrime amare,
tu chiagne Napule, scétate scé'! tu piangi Napoli, svegliati!

Puózze na vota resuscitá!... Possa tu resuscitare
Scétate scé', Napule Na'!...  Napoli, svegliati!


Non sono esperto di Blog e non so se la prassi prevede la dedica, ma lo dedicherei volentieri al momento attuale dei cristiani, (per i quali resuscitare ha un senso più pieno) e a una mia amica col nome che sorge...


luna
factum @ 16:22 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
mercoledì, 13 dicembre 2006 | in : natale
Andavo a lavorare, osservavo i palazzi notando con una certa inquietudine la forma e le dimensioni, sempre più imponenti e colorati, nei nuovi palazzi il colore è di casa, le case sono sempre meno abitabili, le pareti non sono più come quelle di una volta e altre amenità del genere mi riempivano lo sguardo.
Quando ad un tratto li vidi, un invasione silenziosa e implacabile. Dai balconi, dai davanzali, dalle serrande dei garage niente li poteva fermare, pensai con ansia alla mia famiglia, ai miei amici, ai colleghi: saranno salvi?
Che cosa è successo per permettere questo?
Siamo stati troppo accoglienti?
Perché visto che il Natale è vicino Gesù il bambinello non fa niente per salvarci?
Per lui sarebbe semplice, basta che si sostituisca a loro, che nella sua infinita bontà si esponga al posto loro, ma non accade. 
Quello che in passato sembrava un gioco, è diventata una cosa obbligata se non ne accogli uno sei messo alla berlina.
E li hai pure pagati, hai dovuto, la libertà costa soldi a questo mondo!
E loro avanzano, prendono il potere, se ne stanno lì immobili nella stessa posizione senza guardarti in faccia, aspettando la loro occasione: i Babbi Natale da balcone.
 
Non c’è qualcosa di perverso in questo?
E’ solo trash o è un volersi impossessare, inconsciamente, del Mistero?
Il Babbo Natale non ti stupire arriverà, è già lì sul balcone.
 

factum @ 11:23 | commenti (6)(popup) | commenti (6)

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