A volte nell'accostare le cose che capitano nella giornata si scopre una trama per un piccolo salto di conoscenza, uno le cose le giudica subito magari poi impiega un po' a razionalizzarle a capire perchè sono lì sotto che lavorano ancora, ma il solo fatto che mentre cammini ti ricordi di quella cosa anche stupida che hai sentito è il segno che un giudizio c'è stato e che questo non è ancora risolto, non è ancora definitivo nella tua conoscenza.
Esemplifico: ascolto l'esaltazione della Tartaruga fatta in Tv da Maurizio Costanzo, io da buon amante del genere lento mi soffermo ad ascoltare (più o meno in un intervista su Libero le aveva già dette):
Come sta trascorrendo le sue giornate di vacanza?
«In realtà sono qui al mare da soli tre giorni. Sto ultimando un libro per Mondadori. Uscirà a Natale. Si chiama “Le strategie della tartaruga”. Sa, da qualche anno colleziono tartarughe di ceramica, ne avrò un migliaio. Ho studiato questo animale, che mi affascina molto. Ci può insegnare molte cose sulla vita e sulla morte».
La tartaruga.
«Sì. Si fa i fatti propri e campa 100 anni. Di recente hanno salvato due grosse tartarughe. Prima le hanno messe nell’acquario, poi le hanno portate sulla spiaggia. Bene, una è andata a destra, l’altra a sinistra. Si sono ignorate, non hanno rapporti tra loro. Questo è il segreto. E poi hanno uno splendido rapporto con l’età: nascono già grinzose, già vecchie. Sanno come stare al mondo».

Domenica pomeriggio faccio un salto a Golosaria, sfidando tutto quanto mi viene detto ultimamente dalla mia dottoressa, è vicino a casa e c'è un bell'incontro con autori che hanno scritto racconti sul tema "Il gusto della vita passa per una strada", tra gli altri Fabio Cavallari, che mi incuriosisce sempre per la sua visione un po' fuori dalle righe delle cose, Paolo Massobrio il mio capitano di rotte gastronomiche con il suo fido Marco Gatti, inotre la sopresa Rita per gli splinderiani Perle Sparse un suo racconto è in questa raccolta. Rita finisce il suo intervento dicendo "Tutto qui..." lasciando immaginare che ci fosse molto altro che non osava dire.
Cito a memoria Fabio che ci ha raccontato del suo incontro con Paolo Massobrio e la sua compagnia di persone interessate al gusto della vita, raccontava della capacità che ha Paolo di trasmettere il gusto di quello che assaggiava tanto che, a Fabio, veniva fame ogni volta che finiva di leggere un suo pezzo, ma la cosa interessante è che invidiava un certo modo di stare insieme che intravedeva in quella compagnia (cum-panis e non solo ;) ) che si era formata attorno a Paolo, anzi diceva "che voleva quella compagnia per se". Com'è lontano il mondo corrazzato e individualista della tartaruga!
E com'è più buono questo.
Lo ammetto poi sono andato a fare "spesa":
due tome provenienti da CAREZZANO (Al): una chiamata Formaggio Patafisico, nato dall’unione di due formaggi, uno di capra e uno di pecora fatti contemporaneamente da due cagliate crude e messi nello stesso stampo. Una volta saldati, si ha un unico formaggio con la crosta fiorita, fine, profumato, e ricco di note derivate dalla fusione dei sapori e degli aromi delle due paste e l'altra affinata con aromi naturali (Nocino) con retrogusto al caffè e cioccolato (provare per credere),
il Salampatata che ho spalmato poi su crostini caldi e dei baci morbidi di nocciole e cacao ricoperti con cioccolato extrafondente chiamti "Nerissimo" il pesto di Imperia era finito e mi rimarrà come desiderio.

Passeggiando virtualmente (Google Street View ) nel paese dove sono cresciuto mi sono imbattuto in un paio di luoghi in cui da ragazzo ero solito passare, il primo è una specie di rientranza del muro sulla strada che facevo andando da casa al cinema parrocchiale o tornando a casa dalla cartolaia, dentro questa rientranza c’è un affresco, non rimarrà nella storia come opera d’arte però sul quel muro è rimasto almeno a memoria di Factum. 













